L’Inps accredita l’Assegno unico di agosto in due date, il 18 e il 19, per le famiglie che ricevono già la prestazione con regolarità. Nella stessa finestra arrivano anche gli eventuali conguagli, in più o in meno, calcolati sulle rate versate nei mesi scorsi.

L’Assegno unico sostiene le famiglie che hanno figli a carico, riunendo in un solo strumento benefici che prima erano separati. Come riportato da QuiFinanza, la parola “universale” indica che il sostegno arriva comunque, anche senza Isee presentato, sia pure all’importo più basso stabilito dalla legge.

Oltre alla quota base, l’Inps riconosce alcune maggiorazioni per situazioni specifiche: nuclei con almeno quattro figli, madri con meno di 21 anni, genitori che lavorano entrambi, figli con disabilità o bambini nel primo anno di vita. Ogni voce aumenta l’importo standard e cambia il totale accreditato ogni mese. Anche le famiglie più numerose, con tre figli o più tra il primo e il terzo anno di età, hanno diritto a un supplemento se l’Isee resta entro la soglia indicata dall’Inps.

Chi ha fatto domanda a luglio resta fuori da questo giro. Il primo accredito per i nuovi beneficiari arriva nell’ultima settimana del mese. Per verificare l’importo esatto o eventuali ricalcoli conviene aprire l’area personale sul sito dell’Inps, raggiungibile con le credenziali digitali più diffuse come Spid, Cie o Cns. Lo stesso spazio raccoglie anche lo storico delle rate già erogate, utile per controllare eventuali differenze rispetto al mese precedente.

Per chi ha già una domanda accolta, il beneficio non richiede un rinnovo annuale dal 1° marzo 2023: l’Inps continua a versarlo in automatico, a meno che la pratica non sia stata revocata o il beneficiario non vi abbia rinunciato. Serve solo che la posizione resti attiva.

L’importo per ogni figlio minorenne dipende dall’Isee del nucleo familiare. La quota è progressiva: cresce quanto più basso è l’Isee del nucleo. Nel 2026 il tetto arriva a 203,8 euro al mese per chi resta entro 17.468,51 euro di indicatore. Senza Isee presentato, o con un indicatore che tocca o supera i 46.582,71 euro (la soglia più alta fissata dall’Inps per l’anno), l’assegno scende a un minimo di appena 58,3 euro per figlio.

Il sostegno spetta a prescindere dal tipo di reddito: lo percepiscono dipendenti, autonomi, pensionati e chi non lavora, purché abbiano figli a carico. Per i figli maggiorenni il beneficio può proseguire fino ai 21 anni se studiano, seguono un tirocinio o lavorano con un reddito sotto gli 8 mila euro l’anno. Se il figlio ha una disabilità, il limite di età non si applica affatto.

Chi ha diritto all’assegno ma non lo vede accreditato nei prossimi giorni dovrebbe controllare la propria posizione nell’area riservata dell’Inps prima di ripresentare la domanda da zero. E chi ha un Isee ancora da aggiornare farà bene a chiuderlo prima del prossimo accredito, per non restare bloccato all’importo minimo.

Secondo QuiFinanza, i dati sul calendario dei pagamenti e sugli importi dell’Assegno unico risalgono all’articolo di Mauro Di Gregorio pubblicato il 18 agosto 2026.