L’Inps distribuisce entro la fine di settembre l’Assegno Unico, il sostegno economico rivolto ai nuclei familiari con figli a carico che oggi rappresenta la principale misura italiana di aiuto alla genitorialità. Lo riporta QuiFinanza, che ha ricostruito il calendario dei versamenti del mese.
Il grosso dei pagamenti parte il 21 settembre e si completa il giorno successivo per chi ha già percepito il sussidio nei mesi scorsi senza cambiamenti nella composizione del nucleo o nell’importo spettante. Chi invece ha presentato la prima domanda da poco, ha modificato il nucleo familiare dopo l’ultimo pagamento o ha visto variare la cifra riceverà l’accredito con qualche giorno di scarto, comunque entro la fine del mese: il ritardo serve all’istituto per ricalcolare l’importo corretto prima di autorizzare il bonifico.
La cifra effettiva dipende da quattro variabili che l’Inps incrocia per ogni nucleo: l’ISEE della famiglia, il numero dei figli, la loro età e un’eventuale condizione di disabilità. Chi non presenta l’ISEE non perde il diritto al sussidio, ma riceve automaticamente l’importo minimo previsto, più basso di quello calcolato con l’indicatore. Vale la pena ricordarlo a chi ogni anno rimanda l’aggiornamento della dichiarazione, perché la differenza tra i due importi può arrivare a diverse centinaia di euro l’anno.
Il diritto matura prima ancora della nascita, dal settimo mese di attesa, e resta valido fino al compimento dei 21 anni del figlio. Per chi ha una disabilità non esiste invece un tetto anagrafico: l’accredito prosegue finché il figlio è considerato a carico ai fini del beneficio. Questa distinzione conta soprattutto per le famiglie che si avvicinano alla soglia dei 21 anni: superata quella età, il sussidio si interrompe automaticamente, salvo la condizione di disabilità appena descritta.
Per richiedere il sussidio bisogna entrare nell’area riservata del sito Inps tramite Spid, Cie o Cns, oppure delegare un patronato. Dalla sezione MyInps si gestisce l’intera pratica: si presenta la domanda, si verifica l’andamento dei versamenti e si può aggiornare l’Iban di accredito. Non serve rifare la domanda ogni anno, ma ogni variazione del nucleo o dell’ISEE va comunicata perché l’importo si aggiorni di conseguenza, ed è proprio questa comunicazione a determinare se il pagamento arriva puntuale o con qualche giorno di ritardo.
Chi ha già ricevuto l’Assegno Unico senza variazioni può considerare il 22 settembre come termine massimo per vedere l’importo sul conto. Chi invece ha cambiato nucleo familiare o importo nelle ultime settimane farà bene a controllare lo stato della domanda su MyInps prima di contare su quella cifra per le spese di fine mese.
Dati e calendario dei pagamenti riportati da QuiFinanza il 14 settembre 2026.