L’assegno unico crescerà dal 2027 grazie alla rivalutazione automatica agganciata al costo della vita, con importi diversi a seconda dell’età dei figli e della presenza di disabilità. A settembre l’Istat ha comunicato che i prezzi al consumo per operai e impiegati sono cresciuti nell’anno del 2,9%, un decimo sopra la previsione che il governo aveva scritto nel Documento di economia e finanza. La percentuale diventerà definitiva soltanto quando il ministero dell’Economia pubblicherà il decreto attuativo, previsto verso metà novembre: prima di quel momento l’Inps non può calcolare i nuovi importi.
Le nuove cifre arriveranno in busta dalla mensilità di febbraio 2027. Il conguaglio relativo a gennaio, il primo mese già coperto dalla rivalutazione, sarà versato a marzo insieme all’assegno corrente. Cambiano insieme agli importi anche le fasce di reddito familiare usate per calcolarli: la soglia più bassa, quella che garantisce il sussidio pieno, salirebbe a 17.975,10 euro, mentre il tetto sopra il quale scattano gli importi più contenuti supererebbe i 47.933,61 euro.
Per un figlio minore, il nuovo importo minimo mensile è di 60 euro, contro i 58,30 attuali: quasi 20 euro in più nell’arco dei dodici mesi. Per chi rientra nella fascia con gli importi pieni, l’assegno mensile arriva invece a 209,70 euro, rispetto ai 203,80 in vigore quest’anno, circa 71 euro annui in più. Le famiglie che con la nuova soglia finiscono in una fascia ISEE migliore possono guadagnare di più: con un indicatore di 17.975,10 euro, l’incremento per un solo figlio minore può superare i 100 euro l’anno.
Con due figli minori l’effetto raddoppia quasi del tutto. Nella fascia con gli importi più bassi, il nuovo totale mensile è di 120 euro, contro i 116,60 in vigore quest’anno: circa 41 euro annui in più. Nella fascia con gli importi pieni, la cifra mensile sale invece a 419,40 euro, rispetto ai 407,60 attuali: oltre 140 euro l’anno. Con tre figli minori si aggiunge la maggiorazione riservata al terzo nato in poi: nella fascia con gli importi pieni il totale mensile tocca 731,10 euro, quasi 247 euro annui sopra i livelli in vigore quest’anno.
Per i ragazzi tra i 18 e i 20 anni gli importi restano più contenuti ma seguono la stessa logica: il nuovo minimo mensile è di 29,90 euro e il massimo arriva a 102 euro, un guadagno annuo compreso tra 9,60 e quasi 35 euro. Quando il figlio ha una disabilità, la base segue gli stessi valori previsti per i minori, tra 60 e 209,70 euro mensili. Cambiano di poco anche le maggiorazioni specifiche: per chi ha meno di 21 anni, quella per la disabilità grave sale a 113,80 euro, quella per la disabilità media a 102 euro, mentre l’aggiunta per i figli non autosufficienti tocca 125,80 euro.
Secondo quanto riporta QuiFinanza, tutte queste cifre restano per ora una proiezione basata sul dato Istat di settembre, non un importo già deciso: il numero definitivo dipenderà dal decreto di novembre, e solo a quel punto l’Inps potrà confermarlo. Chi ha un Isee vicino a una delle due soglie dovrebbe verificarlo appena il ministero pubblica il decreto, perché anche una piccola variazione può spostare l’intero nucleo in una fascia diversa e cambiare l’importo annuo di centinaia di euro.
Dati e importi ipotizzati riportati da QuiFinanza in un articolo pubblicato giovedì 10 settembre 2026.