L’Assegno Unico dovrebbe aumentare di circa il 2,9% nel 2027, a causa dell’inflazione. Lo scrive QuiFinanza in un articolo di lunedì 19 ottobre, e si tratta di una stima, non di un importo ufficiale. Cambiano anche le soglie Isee che decidono quanto spetta a ogni famiglia, e i primi pagamenti con i valori aggiornati sono attesi a febbraio e a marzo 2027.

Le fasce si spostano verso l’alto. Per avere l’importo massimo, l’Isee potrà arrivare a circa 17.975,10 euro, mentre oggi il limite è 17.468,51 euro. All’altro estremo, la quota minima scatta oltre 47.933,61 euro. Per le famiglie in bilico fra due scaglioni l’effetto è doppio: tabelle ricalcolate e nuova soglia insieme possono valere più di 100 euro in un anno.

Gli importi mensili stimati per il 2027 sono questi:

  • Figlio minorenne, importo massimo: 209,70 euro, contro i 203,80 attuali (+5,90 euro).
  • Figlio minorenne, importo minimo: 60,00 euro, dai 58,30 del 2026 (+1,70 euro).
  • Figlio maggiorenne tra 18 e 20 anni, importo massimo: 102,00 euro, da 99,10 (+2,90 euro).
  • Terzo figlio e successivi, maggiorazione: 102,00 euro, da 99,10 (+2,90 euro).
  • Maggiorazione per il genitore che è secondo percettore di reddito: 35,90 euro, da 34,90 (+1,00 euro).

Sono aumenti piccoli presi uno per uno. Contano di più dove le voci si sommano, ed è per questo che le famiglie con tanti figli a carico ne sentono l’effetto maggiore: ricevono l’aumento dell’importo base e anche le quote extra ricalcolate una per una.

Un esempio mostra come si somma tutto. Una famiglia con tre figli minorenni, in prima fascia Isee, avrebbe 5,90 euro in più per ogni figlio, cioè 17,70 euro al mese sulla quota base. Per il terzo figlio arrivano altri 2,90 euro, e la sua maggiorazione sale a 102 euro. Totale: 20,60 euro in più ogni mese, circa 247 euro in un anno.

Secondo QuiFinanza, il ritocco delle soglie serve ad aiutare il ceto medio, che sente di più il peso del fisco. Resta però un limite da tenere presente: tutti questi numeri sono previsioni. Per i valori definitivi e per le date dei conguagli bisogna aspettare le circolari ufficiali dell’Inps. Finché non arrivano, nessuna famiglia può contare su una cifra certa, e l’importo effettivo potrebbe discostarsi dalla stima.

Anche il 2,9% resta una previsione. La rivalutazione dipende dall’inflazione, e le somme definitive si sapranno solo con l’Inps.

In pratica, conviene non modificare il bilancio familiare sulla base di questi importi prima delle circolari dell’Inps. Chi ha un Isee vicino a 17.975,10 euro o a 47.933,61 euro dovrebbe controllare con attenzione l’esito del ricalcolo: è lì che la differenza sul 2027 può diventare più marcata.

Secondo QuiFinanza, articolo di Emanuela Colatosti pubblicato lunedì 19 ottobre 2026.