Nuo Space, il veicolo creato dalla holding milanese Nuo, ha sottoscritto il round di Argotec, che vale 50 milioni di euro. A darne notizia è stata Forbes.it giovedì 29 ottobre. Argotec è un’impresa italiana di ingegneria spaziale che costruisce satelliti di piccole dimensioni.
Il denaro serve soprattutto a produrre di più. Grazie a piattaforme standardizzate e a postazioni di lavoro che procedono in parallelo, l’azienda arriva già a 52 satelliti l’anno. L’obiettivo dichiarato è 80, senza una data precisa: Forbes.it parla solo di un generico “prossimo futuro”. Il sistema produttivo deve rispondere anche alle esigenze dual use, cioè a missioni che possono servire sia usi civili sia la difesa.
Il secondo fronte è tecnico. Argotec vuole sviluppare satelliti intelligenti e cooperanti, in grado di decidere da soli e di elaborare i dati direttamente in orbita. Con algoritmi di intelligenza artificiale a bordo, il carico che scende a Terra si riduce ai dati più utili per i clienti, e i tempi di elaborazione si accorciano. Le applicazioni citate vanno dal meteo spaziale all’osservazione della Terra, dalla sorveglianza dello spazio alla difesa.
Cambia anche il posto dell’azienda nella catena del valore. Finora il mestiere è vendere il dato raccolto dal satellite; il piano è passare a vendere informazioni già lavorate. Chi compra non riceve più un flusso grezzo, ma un risultato pronto da usare.
Sul piano geografico, il peso cresce negli Stati Uniti. Nelle strutture in Florida Argotec vuole aumentare la capacità produttiva destinata al mercato americano, mentre in California intende allargare il gruppo che lavora sulle telecomunicazioni.
Il lato finanziario merita attenzione. Nuo, fondata nel 2016 e guidata da Tommaso Paoli, investe il denaro di famiglie imprenditoriali, sia italiane sia internazionali, in aziende italiane considerate eccellenze. Argotec, nata nel 2008, finora si è sviluppata con fondi propri messi nella ricerca e nello sviluppo. Il nuovo capitale, scrive Forbes.it, dovrebbe spingere la prossima fase di crescita industriale.
Il fondatore e amministratore delegato David Avino ha dichiarato che il round permette di accelerare il piano industriale e rafforzare la presenza all’estero. Ha aggiunto che si tratta soltanto del primo passo: l’azienda si sta già muovendo per ricapitalizzarsi di nuovo, con una cifra assai più alta. L’importo non è stato comunicato, e nemmeno i tempi.
Va tenuto presente anche chi parla. Le cifre sulla capacità produttiva e gli obiettivi arrivano dalla società, non da una verifica indipendente. Forbes.it non riporta nemmeno una ripartizione dei 50 milioni tra i vari obiettivi.
Per chi segue il settore, il dato da guardare nei prossimi mesi è la nuova ricapitalizzazione: la sua dimensione dirà quanto sia concreto il salto da 52 a 80 satelliti.
Secondo Forbes.it, nell’articolo pubblicato giovedì 29 ottobre 2026.