Apple terrà il 9 settembre 2026 alle 19

italiane il primo keynote guidato da John Ternus, che ha sostituito Tim Cook alla guida dell’azienda lo scorso 1° settembre, chiudendo quindici anni di mandato del suo predecessore. Sul palco a Cupertino, nel campus di Apple Park che ospita lo Steve Jobs Theater, dovrebbe debuttare il primo smartphone pieghevole mai messo in vendita da Apple, un lancio che l’azienda non ha però ancora confermato.

La transizione ai vertici arriva in un momento delicato per il gruppo di Cupertino, che deve dimostrare di poter aprire un nuovo segmento di mercato mentre i produttori asiatici vendono pieghevoli da anni. Cook resta comunque in azienda come presidente esecutivo, con un ruolo spostato sui rapporti istituzionali.

Le indiscrezioni raccolte da Mark Gurman di Bloomberg e da TrendForce, l’agenzia di ricerca di mercato taiwanese, descrivono un dispositivo a libro: un pannello OLED esterno di circa 5,5 pollici e, all’interno, uno schermo pieghevole che una volta aperto sale a 7,8 pollici. Per contenere lo spessore, che si fermerebbe a 4,5 millimetri da aperto, Apple avrebbe rinunciato al Face ID: il riconoscimento biometrico tornerebbe affidato al Touch ID nel tasto laterale, mentre il comparto fotografico perderebbe il teleobiettivo.

Sul prezzo le stime divergono. TrendForce colloca il modello base americano in una forbice tra 2.099 e 2.299 dollari, con le varianti di memoria superiore che potrebbero superare i 3.000 dollari; in Italia la soglia d’ingresso attesa è sopra i 2.000 euro, prima di dazi e margini locali che l’azienda applica di solito al listino statunitense.

Accanto al pieghevole, Apple presenterà anche i due modelli della gamma Pro, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, con schermi che restano a 6,3 e 6,9 pollici e tre nuove colorazioni, tra cui un rosso scuro e un azzurro chiaro. La novità più concreta riguarda la fotocamera principale, che guadagnerebbe un’apertura variabile per gestire meglio luce e profondità di campo. Negli Stati Uniti TrendForce stima un rincaro del 10-20% legato al costo dei chip conteso dalla domanda dei data center: il Pro partirebbe da 1.249 dollari, mentre il Pro Max attaccherebbe da 1.349. In Italia, dove oggi il 17 Pro costa da 1.339 euro, un aumento proporzionale avvicinerebbe il 18 Pro alla soglia dei 1.500 euro.

Il capitolo periferico dell’evento riguarda i wearable: gli Apple Watch Series 12 tornerebbero con cassa in ceramica e un processore capace di monitorare il battito in modo continuo, mentre gli AirPods di quinta generazione porterebbero il nuovo chip H3. Nessuna di queste uscite pesa però sul bilancio quanto il pieghevole, il prodotto che deciderà se il debutto di Ternus verrà ricordato come l’apertura di una categoria o come un esperimento di nicchia.

Money.it segnala anche cosa non salirà sul palco: l’iPhone 18 base e la variante economica 18e verrebbero rimandati alla primavera 2027, quando arriverà anche una nuova generazione di iPhone Air, la prima volta che Apple divide il lancio della gamma su due finestre distinte. Restano fuori anche i Mac con chip M6, già annunciati via comunicato stampa per il 22 settembre, e un iPad mini rifatto con schermo OLED, atteso solo entro fine ottobre.

Per chi ha già un iPhone e valuta l’acquisto, la variabile decisiva resta il prezzo finale in euro: solo dopo l’annuncio ufficiale si capirà se il pieghevole entra in un segmento premium accessibile o resta un prodotto di nicchia sopra i 2.000 euro.

Dati e indiscrezioni raccolti da Money.it in un articolo di Pasquale Conte pubblicato il 7 settembre 2026, alla vigilia del keynote Apple.