Le azioni Amplifon hanno chiuso tra i peggiori titoli del Ftse Mib giovedì: la perdita è arrivata fino al 4,5% in seduta, poi si è ridotta al 3,72%, con il titolo fermo a 11,76 euro. Non sono stati i numeri della società italiana a pesare sul prezzo, ma quelli della sua futura controllata: GN Store Nord, il gruppo danese che possiede GN Hearing, la divisione acustica che Amplifon si appresta a integrare nel gruppo.
I ricavi organici della divisione sono scesi del 2% nel secondo trimestre 2026, un’inversione netta rispetto al più 8% dello stesso periodo dell’anno prima. Il quadro semestrale resta invece positivo: nei primi sei mesi i ricavi organici sono saliti del 3%, per un totale di 3.527 milioni nella valuta danese, mentre l’ebitda rettificato è arrivato a 621 milioni, per un margine del 17,6%.
La lettura più critica arriva da Equita: il fatturato di GN Hearing si è fermato a 1.772 milioni, in flessione del 4,6% annuo e inferiore dell’8% alle attese del mercato. La crescita organica delle vendite è risultata negativa del 2%, ben lontana dal più 4,5% previsto dagli analisti, mentre l’ebitda della divisione è sceso a 321 milioni, con un calo del 25% su base annua e un margine che passa dal 23,1% al 18,1% tra un anno e l’altro.
Secondo Equita, GN ha spiegato il trimestre debole con l’andamento negativo di un importante cliente americano, mentre le vendite fuori dagli Stati Uniti sarebbero rimaste solide. La SIM milanese segnala anche una perdita di quote nel canale dedicato ai veterani americani, pur stimando per quel canale una crescita tra il 5% e il 9% nel trimestre. Gli analisti indicano come possibile responsabile del calo un rivenditore individuato con la sigla Costco, che commercializza gli apparecchi a marchio Jabra, firmati proprio da GN.
Una notizia più incoraggiante riguarda il debutto di ReSound Sensia, la nuova linea di apparecchi acustici basata sulla piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da GN, annunciata il 10 agosto e in arrivo da oggi sui mercati statunitense, tedesco e austriaco, con altri Paesi che si aggiungeranno nei prossimi mesi. Equita conferma comunque una valutazione positiva su Amplifon, con un prezzo obiettivo di 14 euro, ma avverte che i conti deboli di GN Hearing rappresentano un segnale negativo per il gruppo italiano, che dovrebbe consolidare questa attività nel proprio bilancio entro la fine dell’anno.
Di segno diverso la view di Intermonte, secondo cui l’operazione resta vantaggiosa per Amplifon grazie a sinergie stimate tra 70 e 80 milioni di euro l’anno, per circa l’85% legate alla produzione diretta degli apparecchi invece che all’acquisto da fornitori esterni. Gli analisti prevedono che la quota di dispositivi GN nei volumi commercializzati da Amplifon salga dal 40% attuale fino al 90% circa, lasciando un residuo del 10% presso altri produttori per mantenere un confronto competitivo sul mercato. L’operazione porterebbe inoltre l’esposizione di Amplifon al mercato statunitense fino a circa il 30% dei ricavi complessivi, quasi il doppio del livello attuale, rafforzando la presenza nel primo mercato mondiale degli apparecchi acustici. Il giudizio positivo della banca d’affari non ha comunque fermato la discesa del titolo in Borsa.
Il quadro si completa con la conferma di Citi, che secondo l’agenzia Radiocor ha ribadito il rating Buy su Amplifon con un obiettivo di prezzo di 16,50 euro. Secondo Citi, i risultati di GN non cambiano le previsioni 2026 per Amplifon, il cui amministratore delegato è Enrico Vita, perché l’operazione non si chiuderà prima della fine dell’esercizio. Citi spiega di aver già inserito nei propri modelli un margine di dissinergie del 6-7%, superiore al 1-5% osservato in operazioni simili, un margine di sicurezza che assorbirebbe già l’effetto di un trimestre debole per GN.
Chi segue il titolo Amplifon nelle prossime settimane dovrà guardare a due date: la pubblicazione dei conti del terzo trimestre di GN Hearing e l’aggiornamento sui tempi di perfezionamento dell’acquisizione. Sono questi due dati a chiarire se il calo di giovedì era un eccesso di reazione o l’anticipo di un problema strutturale.
Dati e dichiarazioni degli analisti riportati da Money.it in un articolo di Laura Naka Antonelli, pubblicato giovedì 20 agosto 2026.