Al Salone Nautico Internazionale di Genova sale il numero delle imbarcazioni più grandi, quelle che arrivano fino a 50 metri, e debutta un nuovo spazio pensato per avvicinare pubblico giovane al settore. Si chiama Blue Arena, è gratuito e aperto a chiunque voglia entrarci, e nasce per mostrare non soltanto le barche esposte ma anche i mestieri e le opportunità di lavoro legate alla nautica.

Formenti, tra i promotori dell’iniziativa, la descrive come un investimento voluto per creare un legame più stretto fra la fiera, Genova e chi la visita senza essere già un addetto ai lavori. I contenuti dello spazio richiamano gli obiettivi del piano nazionale di settore che copre il periodo 2025-2029: formazione nelle professioni del mare, sostegno alle imprese della filiera, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e promozione del made in Italy nella nautica.

Blue Arena si divide in quattro sezioni. Start boating porta i visitatori a un primo contatto con la navigazione, mostrando barche con motori che arrivano fino a 25 cavalli, e promuove la patente nautica D1, il titolo che si ottiene già dai 16 anni, introdotto dal ministero dei Trasporti su proposta di Confindustria nautica. Due sezioni raccontano ai visitatori quali competenze servono per lavorare nel comparto: Startup & innovazione, nata con Ice, l’agenzia per il commercio estero, e la sezione sulle professioni del mare, che include anche l’offerta formativa, costruita insieme a università, al Politecnico di Milano e a Blue skills village. Mondo Vela chiude il quadro con lo stand della Federazione italiana vela, dedicato alle derive fino alle tecniche più avanzate di foiling.

Sul fronte degli spazi, l’ente che governa i porti di Genova e Savona, l’Autorità di sistema portuale, guarda oltre l’edizione di quest’anno. Il presidente Matteo Paroli spiega che il nuovo piano regolatore del porto, ancora in fase preparatoria, punta a raddoppiare l’area dedicata alla nautica: si allargheranno le zone protette verso il mare e si amplieranno quelle verso terra.

La nuova diga foranea, secondo Paroli, permetterà di tenere distinti gli accessi al porto tra traffico commerciale e diportistico. L’obiettivo è duplicare il bacino oggi occupato dalle grandi imbarcazioni durante il salone, ribaltandolo in parte verso il mare per aumentarne la capacità di ricezione, mentre le aree a terra liberate potranno ospitare eventi espositivi aggiuntivi nel periodo della manifestazione.

Paroli non indica una data per l’approvazione del piano né per l’avvio dei lavori, e parla di un orizzonte di “qualche anno” senza un termine preciso. Per gli operatori del settore, il vero banco di prova arriverà quando il nuovo piano regolatore passerà dalla fase preparatoria a quella esecutiva: solo allora si saprà se il raddoppio degli spazi nautici a Genova diventa un progetto con tempi certi o resta un’intenzione dichiarata.

Dichiarazioni e dati riportati da Il Sole 24 Ore, a firma di Raoul de Forcade, nell’articolo pubblicato martedì 15 settembre 2026.