Gli assistenti AI hanno toccato quota 18,9 milioni di utenti unici in Italia ad agosto 2026, oltre il doppio dei circa 9 milioni di gennaio 2025. Lo studio è di Sensemakers, che elabora numeri Comscore, e lo riporta Adnkronos. Il dato nasconde però un rallentamento: l’adozione cresce ancora, ma a passo molto più corto.
Tra gli italiani che navigano online, usa questi strumenti il 40%, contro il 20% di inizio 2025. Altrove la quota va dal 44% al 46%, quindi il divario si sta chiudendo. Nel primo semestre 2025 l’adozione aveva guadagnato nove punti. Da gennaio a giugno 2026 ne ha aggiunti due soltanto.
A crescere davvero è il tempo che ciascuno passa sugli assistenti. Nella prima metà del 2026 ogni utente ha dedicato loro 80 minuti mensili, quasi il doppio dei 44 dell’anno prima. Negli Stati Uniti si arriva a 94 minuti, nel Regno Unito a 118. L’Italia usa più di prima, ma resta indietro.
Cambia anche lo schermo. Da giugno 2025 gli accessi da smartphone superano quelli da computer: nel primo semestre 2026 il mobile ha avuto 12,2 milioni di visitatori medi, il desktop 10,7 milioni. Il computer tiene però sul tempo, con 78 minuti mensili a testa contro 47 del telefono. Chi lo usa per lavoro o studio, insomma, ci resta più a lungo.
Anche l’età dice qualcosa. A maggio 2026 la fascia con più utenti era quella dei 25-34enni, al 55,6%, davanti ai 35-44enni al 46,8%. I giovani da 18 a 24 anni restano i più assidui: 123 minuti mensili. Gli over 45 però accelerano: il loro tempo medio è cresciuto del 96,4% su maggio 2025 e sale a 65 minuti.
Sul fronte delle piattaforme, ChatGPT è ancora primo: ad agosto ha avuto 13,9 milioni di utenti unici. A metà 2025 pesava intorno al 90% sul pubblico degli assistenti, oggi il 74%. Google Gemini ha passato i 9 milioni. Non significa che la gente lasci ChatGPT: la quota di chi usa due o più assistenti nello stesso mese era uno su sei e ora è circa uno su 3,5.
La ricerca online sta cambiando con loro. Sempre secondo Sensemakers, gli italiani che vedono le sintesi AI Overview nei risultati di Google e Bing sono oltre 20 milioni, più di chi apre ogni mese un assistente. Comscore osserva la navigazione reale di 40mila persone, un campione che rappresenta l’Italia. Nel suo panel il 22% delle ricerche Google da desktop mostrava la sintesi a giugno 2026, contro l’8% di aprile 2025. Se la risposta sta già nella pagina dei risultati, per editori e siti web arrivano meno clic.
C’è poi la pubblicità. Negli Stati Uniti, il mercato più avanti, Sensemakers segnala che su ChatGPT le conversazioni su videogiochi e console con annunci sponsorizzati erano il 3% a marzo 2026 e il 47% a giugno. Giocattoli e hobby passano da 5% a 24%, mentre libri, musica e video partono da 9% e arrivano a 22%. Sono dati americani: lo studio li usa per ipotizzare che lo stesso schema arrivi anche in Europa, senza indicare una data.
Per chi lavora in un’azienda o in un sito che vive di traffico dalle ricerche, il numero da seguire nei prossimi mesi è la quota di ricerche con la sintesi AI in cima. Per tutti gli altri, la scelta pratica è provare più di un assistente, come fa già un utente su tre.
Secondo Adnkronos, che riporta le elaborazioni Sensemakers su dati Comscore presentate al Netcomm FOCUS Digital Marketing & Channel Strategy; la data della notizia originale non è indicata.