Coldiretti, la principale organizzazione agricola italiana, ha reso pubblico il conto dei danni causati all’ortofrutta da siccità, clima e nuovi parassiti arrivati da altri continenti. Tra raccolti perduti e costi aggiuntivi per sorvegliare i campi, la cifra supera i 3 miliardi di euro. La causa non è una sola. A pesare sono soprattutto le specie infestanti mai censite prima in Italia, ormai insediate stabilmente nel territorio nazionale.

Tra i nuovi arrivi c’è lo scarabeo giapponese Popillia japonica, capace di attaccare oltre 300 specie di piante diverse. Si è stabilito soprattutto al Nord, dove preoccupa in particolare per vigneti e alberi da frutto. Accanto a lui agisce il ragnetto rosso, un acaro che indebolisce le colture già sotto stress idrico.

Un’altra minaccia costante su tutto il Paese è la cimice asiatica. Danneggia direttamente frutti e semi di frutteti, noccioleti e coltivazioni orticole, compromettendone la qualità commerciale. Si aggiunge poi la Drosophila suzukii, moscerino originario dell’Asia che punta su mirtilli, lamponi, ciliegie e piccoli frutti a buccia sottile, imponendo controlli serrati nelle settimane prima della raccolta.

In Veneto la preoccupazione riguarda soprattutto la soia e il mais, colture già provate dalla scarsità d’acqua: qui il ragnetto rosso trova le condizioni ideali per diffondersi. Il caldo e la scarsa umidità favoriscono la sua avanzata: le foglie ingialliscono, poi seccano, e la produttività delle piante ne risente.

Resta alta la guardia sul cinipide del castagno, insetto che ha già inferto perdite pesanti alla castanicoltura italiana. Il contrasto passa dal Torymus sinensis, un antagonista introdotto apposta per limitarlo. Coldiretti aggiunge alla lista altri quattro nomi: la Vespa velutina, calabrone di origine asiatica, che mette a rischio le api e l’intera catena dell’impollinazione. L’Aethina tumida indebolisce gli alveari, il bostrico tipografo sta uccidendo gli abeti rossi e il punteruolo rosso resta attivo tra le palme della fascia mediterranea, Liguria compresa.

Il pericolo più serio riguarda l’olivicoltura: la Xylella fastidiosa ha già cancellato milioni di piante negli oliveti pugliesi, e i focolai continuano a comparire in nuove zone. Produzione, paesaggio agrario ed economia delle zone rurali coinvolte restano tutti esposti al contagio.

Cresce anche la pressione del granchio blu sulla molluschicoltura del Paese, in particolare nelle acque dell’Adriatico. Gli allevatori sperano che il polpo diventi un antagonista naturale del crostaceo. Quest’estate, alla moria causata dal granchio, si sono aggiunte le perdite per le temperature record dell’acqua.

Coldiretti chiede di accelerare la ricerca su metodi di lotta biologica e sostenibile. Chiede anche di dare alle imprese agricole risorse concrete, prima che le emergenze del settore fitosanitario diventino crisi permanenti per intere filiere, dal vino all’olio fino al miele. Il Sole 24 Ore ha ripreso l’allarme di Coldiretti il 18 agosto.

Per chi fa la spesa, l’effetto più diretto arriva sui prezzi di frutta, verdura, vino e miele nei prossimi mesi. Ogni raccolto perso per un nuovo parassita si scarica prima o poi sullo scaffale.

Dati e dichiarazioni di Coldiretti riportati da Il Sole 24 Ore il 18 agosto 2026, a firma di Enrico Netti.