L’Agenzia delle Entrate ha fissato per il 2026 quattro fronti di controllo: le agevolazioni prima casa per chi ha meno di 36 anni, i bonus per le ristrutturazioni edilizie, i redditi guadagnati fuori dai confini italiani e le attività portate avanti dagli enti del Terzo settore. L’obiettivo è scovare chi ha applicato un regime agevolato senza averne davvero diritto.

La misura per gli under 36 nasce dal decreto Sostegni bis del 2021, poi confermato dal Parlamento in legge. Chi comprava la prima abitazione avendo meno di 36 anni, un Isee entro i 40mila euro e i requisiti ordinari della prima casa, otteneva l’esenzione da tre imposte: quella di registro, quella catastale e quella ipotecaria. Con un mutuo di mezzo, anche l’imposta sostitutiva si azzerava.

La finestra utile andava dal 26 maggio 2021 fino al 31 dicembre 2023, e si allargava ai rogiti firmati entro il 2024 per chi aveva già registrato il preliminare l’anno prima. Chi le imposte le aveva già pagate per intero, pur avendo i requisiti, poteva chiedere un credito d’imposta sulla differenza versata in più.

I notai censiscono l’entità del fenomeno. Tra il 2021 e il 2024 gli under 35 hanno firmato in totale 692.490 mutui, un numero che spiega perché l’Agenzia scelga un controllo mirato invece che a tappeto. Il picco è arrivato nel 2022, con 201.566 contratti, seguito da un calo a 150.596 nel 2023 e da una lieve risalita a 157.712 l’anno successivo.

Nel mirino ci sono anche i professionisti che firmano le pratiche dei bonus edilizi: chi deposita Cila e Scia per i lavori, chi rilascia i visti di conformità, chi gestisce le richieste di accatastamento. Il Fisco confronterà questi documenti con gli importi effettivamente portati in detrazione. L’obiettivo è controllare che ogni intervento rientri tra quelli davvero agevolabili e che la pratica regga a un esame approfondito.

Sul fronte del Terzo settore, l’attenzione era già stata segnalata dal Ministero dell’Economia a inizio anno come una delle priorità del 2026. Per i redditi maturati fuori dai confini nazionali, il criterio resta lo stesso applicato agli altri ambiti: chi risulta ancora fiscalmente residente in Italia deve dichiararli qui, non nel Paese dove li ha percepiti. Secondo QuiFinanza, che ha ricostruito il quadro dei controlli, l’Agenzia concentrerà le verifiche sulle posizioni più esposte, non su tutta la platea dei contribuenti.

Chi ha comprato casa negli ultimi anni sfruttando il bonus under 36, o chi ha portato in detrazione un intervento edilizio nei bilanci recenti, farebbe bene a riverificare da solo la documentazione prima che arrivi una richiesta di chiarimenti. I requisiti su età, Isee e tipologia dei lavori restano quelli validi al momento dell’atto, non quelli di oggi.

Dati e dettagli riportati da QuiFinanza nell’articolo pubblicato l’11 agosto 2026.