Il governo prepara un sostegno per l’affitto destinato ai genitori separati e divorziati che hanno lasciato la casa familiare: un contributo mensile stimato intorno ai 500 euro per chi rientra nei requisiti. Lo ha reso noto Matteo Salvini in un collegamento video con un evento di partito a metà settembre, come riporta QuiFinanza, indicando l’autunno come periodo di arrivo del bando.
La misura arriva dalla manovra di Bilancio 2026, ma resta bloccata fino alla pubblicazione del decreto attuativo. Il ministero delle Infrastrutture aveva già accelerato sui lavori del testo lo scorso agosto, e da allora lavora insieme al ministero dell’Economia (il Mef) per completarlo. Senza quel provvedimento, chi ha i requisiti non può ancora presentare domanda.
Il decreto non è ancora pubblicato, ma i criteri di base per l’accesso sono già stati definiti. Per accedere al contributo bisogna essere genitori separati o divorziati non assegnatari della casa di proprietà, con figli a carico che non abbiano ancora compiuto 21 anni. Bisogna inoltre avere un contratto d’affitto in regola intestato a chi presenta domanda ed essere in pari con i pagamenti dell’assegno di mantenimento dovuto all’altro genitore. Si aggiunge un limite di reddito, fissato per ora a 35.000 euro l’anno, calcolato senza il modello Isee.
L’aiuto copre circa metà della spesa per l’affitto, con un tetto di 6.000 euro l’anno a famiglia. Diviso sulle circa 15.000 persone che il fondo dovrebbe raggiungere, il conto porta a un contributo medio che si avvicina ai 500 euro, versato ogni mese per un anno intero, con la possibilità di un rinnovo successivo. Il fondo complessivo vale 60 milioni di euro sull’arco 2026-2028, ripartiti in tranche annuali da 20 milioni.
Il beneficio non si somma ad altri sostegni per l’affitto già attivi. Diversi dettagli restano da chiarire nel testo del decreto: cosa si intende esattamente per figli a carico e con quali modalità andrà presentata la domanda. Il ministero delle Infrastrutture punta a sciogliere questi nodi prima dell’autunno, per permettere ai primi versamenti di arrivare entro la fine dell’anno.
Un fondo pensato per circa 15.000 posizioni, a fronte di una platea potenziale più ampia di genitori separati in affitto, difficilmente basterà per tutti. Chi rientra nei requisiti farebbe bene a preparare già ora la documentazione: il contratto di locazione, l’attestazione del reddito e le prove dei pagamenti dell’assegno di mantenimento. Muoversi tra i primi a presentare domanda, appena il bando sarà pubblicato, cambia le probabilità concrete di ottenere il contributo prima che le risorse si esauriscano.
Secondo quanto riportato da QuiFinanza lunedì 14 settembre, i dettagli della misura arrivano dalle dichiarazioni del ministro Matteo Salvini e dal testo della manovra di Bilancio 2026.