Dal 2020 al 2026 i canoni di locazione in Italia sono saliti in media del 33,2%, mentre l’inflazione complessiva si è fermata intorno al 20%. Lo documenta uno studio di Immobiliare.it, ripreso da QuiFinanza. Vivere in affitto costa dunque molto più di quanto sia aumentato il resto del carrello.
Il dato nazionale nasconde differenze enormi tra città. Bari guida la corsa con +52,9%, seguita da Genova con +48,1%. Milano, che resta la città più cara d’Italia, ha invece rincarato solo del 13,4%.
Milano cresce poco perché partiva già in alto. Già nel 2020 Milano segnava una media di 19,7 euro per metro quadrato, livello che oggi solo Firenze riesce a superare. Oggi si pagano 22,3 euro per metro quadrato. Per una percentuale alta servirebbe una base bassa, e a Milano la base era già un tetto.
Al Nord, dopo Milano, la classifica per prezzo dice questo:
- Venezia: 15,5 euro per metro quadrato, con +25,4%
- Torino: 13 euro, con +37,9%
- Verona: 12,3 euro, con +18,0%
- Genova: 11,2 euro, con +48,1%
Torino e Genova sono quindi le città settentrionali dove il conto è salito di più, partendo da livelli più contenuti.
Il Centro unisce prezzi alti e rincari sopra la media. Firenze è il caso emblematico: 21,7 euro per metro quadrato, seconda solo a Milano, con un aumento del 38,1% che supera il dato nazionale. Roma si ferma a 19,1 euro, con +29,9%. Bologna costa 16,5 euro e ha rincarato del 18,3%.
Il Sud resta l’area più accessibile, ma si sta avvicinando. Napoli ha canoni di 15,3 euro per metro quadrato e un rialzo del 25,5%. Catania e Palermo stanno entrambe a 9,7 euro, la prima con +24,4% e la seconda con +35,8%. Bari, a 13 euro, vale come Torino per prezzo e la batte per velocità di crescita.
Secondo QuiFinanza il quadro indica una crisi abitativa: troppa domanda nelle città, alimentata dagli spostamenti dalle aree interne, e poca offerta. Il direttore generale del portale, Paolo Giabardo, ha indicato due strade: rimettere sul mercato gli alloggi sfitti e costruire più case.
Nessuna delle due funziona in fretta. Molte case vuote si trovano lontano dalle città dove la pressione è più forte, quindi non rispondono alla domanda reale. I grandi progetti richiedono anni e capitali ingenti, e i terreni nelle zone sotto pressione costano già più della media.
Va ricordato che la ricerca è stata promossa da un portale di annunci, che osserva i canoni pubblicati online e non necessariamente quelli dei contratti firmati. Il confronto con l’inflazione, però, regge come ordine di grandezza.
Chi sta per rinnovare un contratto o cerca casa a Bari, Genova o Firenze dovrebbe mettere in conto ritocchi più pesanti che a Milano. Per chi guadagna una busta paga ferma da anni, il rincaro del 33,2% è la cifra da confrontare con l’ultimo aumento ottenuto.
Secondo QuiFinanza, che il 11 ottobre 2026 ha riportato la ricerca promossa da Immobiliare.it sugli affitti tra il 2020 e il 2026.