Il costo di una singola per chi studia fuori sede è sceso in media del 6,2% nell’ultimo anno, a 575 euro al mese: lo dice Money.it, che cita il report Immobiliare.it Insights sul mercato degli affitti universitari. Il dato nazionale nasconde però un mercato spaccato in due: dietro il calo medio ci sono città dove i canoni scendono e altre dove continuano a salire.
Il calo, spiega la società, dipende soprattutto da una domanda più debole: i contatti medi per annuncio sono scesi di quasi il 20%, e quelli complessivi sono calati di un ulteriore 22% nell’arco dei dodici mesi. Il direttore generale della società, Paolo Giabardo, lo spiega così: nei mercati già maturi come Milano, una domanda più debole spinge quasi da sé i canoni verso il basso.
Le stanze davvero disponibili, però, restano poche. L’offerta è calata di circa il 15% a livello nazionale, e ancora di più a Milano, dove crolla del 31,5%, e a Bologna, dove scende del 23,5%. Fanno eccezione Venezia, Firenze e Ferrara, dove l’offerta è più che raddoppiata nell’ultimo anno.
Il nodo più grande resta lo scarto tra il numero di studenti fuori sede e i letti pubblici disponibili. Secondo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, il divario è netto: a febbraio 2026 gli studenti fuori regione erano circa 373.000, a fronte di appena 100.000 letti nelle residenze pubbliche, contando anche quelli non ancora costruiti. Il PNRR, inoltre, ha abbassato il numero di nuovi posti letto pianificati: entro agosto 2026 il tetto scende a quota 30.000, contro un fabbisogno molto più alto.
Milano resta la città più cara per chi cerca una singola, a 704 euro al mese, nonostante un calo del 4%. Sale al secondo posto Firenze, a 627 euro, davanti a Roma, che con un rincaro del 7% arriva a 615 euro e scavalca Bologna, ferma a 585. Poco sotto quota 600 restano cari anche Bergamo, a 504 euro, e Padova, a 496. Seguono Torino, Verona e Venezia, tra 456 e 479 euro, poi Napoli e Bari, sopra i 420. Chiudono la classifica delle grandi città Genova, a 408 euro, Pisa, a 364, e Palermo, la più economica tra i grandi centri con appena 315 euro al mese.
Sul fronte delle variazioni degli ultimi dodici mesi, il quadro resta diviso in due. Milano scende del 3,8%, Bologna del 7,5%, mentre nel resto della classifica i rincari corrono: Roma sale del 7%, Bari del 12,2%, Genova dell’11,9%, Pisa del 10,7% e Palermo, la più veloce di tutte, del 13,6%. Il confronto con il 2020 è impietoso in ogni città: chi cerca casa oggi paga il 31% in più a Milano, il 40% in più a Roma, il 37% in più a Bologna. A Torino, Firenze e Padova l’aumento sfiora il 45%, mentre Napoli si ferma poco sotto, al 36%.
Nei centri universitari minori i prezzi restano molto più bassi. In cima alla lista delle più convenienti c’è Chieti, dove una singola si affitta a soli 240 euro al mese; seguono Catanzaro, a 251 euro, e Foggia, a 259. A Trento una singola oggi costa 444 euro, con un calo del 18,3% sul 2025. Nei grandi centri universitari, invece, anche dove i prezzi scendono la spesa minima per una singola resta sopra i 400 euro, utenze escluse.
Per chi cerca di risparmiare, la doppia resta la scelta più efficace: dividere la stanza con un’altra persona taglia il canone e permette di spartire anche le utenze, un vantaggio non da poco dove la singola ha superato i 600 euro. C’è poi la leva fiscale: gli affitti per motivi di studio danno diritto a una detrazione del 19% sull’Irpef, il cui tetto annuo è di 2.633 euro, per chi frequenta un ateneo fuori dal proprio comune di residenza, a oltre 100 chilometri e in un’altra provincia. Chi prosegue dopo la laurea, con un master o un dottorato, non rientra nell’agevolazione.
Chi cerca ancora una stanza per l’anno accademico 2026/2027 dovrebbe muoversi in fretta. Le ricerche toccano il massimo proprio in queste settimane, a cavallo tra agosto e settembre, ed è quando le disponibilità nelle città più richieste si esauriscono più in fretta. Conviene anche conservare da subito le ricevute del canone, perché la detrazione si richiede l’anno dopo ma il diritto si costruisce con i pagamenti tracciabili fatti adesso.
Dati e cifre riportati da Money.it in un articolo di Emanuele Di Baldo pubblicato il 3 settembre 2026.