APSEZ, la società portuale di Mumbai che fa capo al miliardario Gautam Adani, ha concordato l’acquisto di Evos BV. Per l’operazione il valore d’impresa è 2,6 miliardi di euro, cioè 2,9 miliardi di dollari. Lo ha comunicato il gruppo giovedì 5 novembre in una nota serale, come riporta Forbes Italia.

Evos ha sede ad Amsterdam e lavora con lo stoccaggio di liquidi. Il venditore è Igneo Infrastructure Partners, realtà con base a Londra. Il pagamento sarà tutto in contanti, ma i soldi non escono dalle casse di APSEZ: l’acquisto sarà finanziato a debito. A garantire l’operazione c’è MUFG, istituto del Giappone, con un prestito massimo di 2,8 miliardi, in euro.

Quel numero conta. La linea di credito supera il valore d’impresa dell’accordo, quindi la banca copre l’intero prezzo con un margine. Il comunicato non spiega come APSEZ intenda ripagare il debito né quanta parte del finanziamento verrà davvero usata.

Che cosa compra, in concreto? Evos gestisce otto terminal in cinque Paesi: Malta, Belgio, Spagna, Germania e Paesi Bassi. Lo spazio per lo stoccaggio arriva a 6,3 milioni di m³ in tutto, su 452 serbatoi, e per l’attracco di navi e chiatte ci sono 63 banchine. Alcuni impianti sono collegati via condotta ad altre infrastrutture: l’aeroporto di Schiphol e la rete di oleodotti dell’Europa centrale.

Nel 2025 sono passati dai terminal di Evos 37 milioni di tonnellate. Dentro ci sono i combustibili classici, cioè benzina, diesel e kerosene per l’aviazione, ma anche prodotti di nuova generazione: carburante sostenibile per aerei, biocarburanti, metanolo e bioetanolo. Il mix racconta perché l’asset interessa. I terminal servono poli energetici e industriali oggi, e restano utili se la domanda si sposta verso i combustibili alternativi.

Per APSEZ è il primo vero sbarco europeo. A operazione chiusa, la rete salirebbe a 28 strutture tra porti e terminal, distribuite su 10 Paesi. Oggi la società ne gestisce 16 in India, ha 138 imbarcazioni e può movimentare 671 milioni di tonnellate l’anno, circa il 27% di tutto il traffico dei porti indiani. Ha già una presenza anche in Tanzania, Sri Lanka, Israele e Australia.

L’amministratore delegato Karan Adani ha definito l’acquisizione una tappa fondamentale verso l’obiettivo di un miliardo di tonnellate movimentate e di una piattaforma di trasporto globale e integrata. Gautam Adani ha parlato di collaborazione con l’Europa nella transizione energetica, mantenendo la prudenza finanziaria alla base della crescita del gruppo. Sono dichiarazioni aziendali: nessun dato indipendente ne verifica la portata.

Resta un passaggio formale. L’intesa è soggetta all’ok delle autorità competenti, e la nota non indica né quali siano né entro quando arriveranno. Finché non c’è il via libera, l’operazione non è chiusa.

Il fondatore guida l’Adani Group da Ahmedabad. La sua ricchezza personale, calcolata in tempo reale da Forbes, arriva a 82,9 miliardi, in dollari. Il conglomerato spazia da porti e aeroporti a energia, oli alimentari, cemento e immobiliare.

Per chi segue il settore, il prossimo segnale è l’esito delle verifiche delle autorità: da lì si capirà se i terminal passano di mano e con quali condizioni.

Forbes Italia, notizia pubblicata il 5 novembre 2026 sull’acquisizione di Evos da parte di Adani Ports.