Il governo ha esteso fino al 25 agosto lo sconto sulle accise sul gasolio, un intervento da 245 milioni di euro pensato per contenere il caro carburante legato alla crisi in Medio Oriente. Sul foglio la riduzione vale 17 centesimi al litro, tra accisa e IVA. Nella realtà, gran parte di quello sconto non arriva mai al distributore.
Il Codacons, l’associazione dei consumatori, ha calcolato che il ribasso effettivo, al netto dei rincari innescati dallo scontro tra Iran e Stati Uniti, si ferma a 8 centesimi. Molti gestori non hanno adeguato i listini nonostante il taglio fiscale, come mostrano le verifiche della Guardia di Finanza. Il risultato è che il diesel resta sopra i 2 euro al litro sia sulle strade ordinarie sia in autostrada, con appena pochi centesimi di differenza rispetto alla settimana precedente.
Per la benzina, invece, non cambia nulla. Il provvedimento riguarda solo il gasolio, e secondo il Codacons oltre 17 milioni di automobilisti restano fuori da qualsiasi beneficio.
Secondo QuiFinanza, la copertura finanziaria arriva da tagli distribuiti su nove ministeri e su una serie di fondi speciali. Il ministero dell’Economia contribuisce con la quota più alta, 60 milioni di euro dal bilancio ordinario e altri 65 milioni di euro sottratti ai fondi speciali. Il ministero dell’Interno cede 8,07 milioni di euro, in gran parte presi dall’immigrazione e dall’ordine pubblico. Nessun dicastero resta escluso. La Cultura rinuncia a 3,5 milioni, di cui 1,27 milioni tolti ai fondi per la tutela dei beni librari e per l’editoria, mentre la Salute perde complessivamente 11 milioni tra fondi ordinari e speciali. Anche Istruzione, Giustizia, Esteri, Ambiente e Infrastrutture cedono quote più piccole, tra 1 e 7 milioni di euro ciascuno.
Un’ipotesi alternativa, alzare le accise su sigarette e alcolici per finanziare lo sconto, era circolata nelle scorse settimane. Il Codacons l’ha definita “una follia” e il governo l’ha accantonata, per non colpire ulteriormente i consumatori su un altro fronte.
Da quando è scoppiata la crisi in Medio Oriente, lo Stato ha destinato complessivamente 1,8 miliardi di euro a misure simili sul costo dei carburanti. La nuova proroga si inserisce in quella stessa linea di spesa, ma sposta il conto dai listini dei benzinai ai bilanci di sanità, cultura e ricerca.
Chi guida un diesel dovrebbe diffidare dei prezzi troppo bassi rispetto alla media della zona. Le verifiche della Guardia di Finanza segnalano un aumento dei casi di miscele irregolari vendute a prezzi civetta: i danni al motore superano di gran lunga il risparmio promesso dallo sconto. La proroga scade il 25 agosto. Per rinnovarla, il governo dovrà trovare altri 245 milioni di euro, e decidere da quali capitoli di spesa sottrarli questa volta.
Dati ripresi da QuiFinanza, che ha pubblicato l’articolo di Giorgia Bonamoneta sabato 8 agosto 2026, con le cifre diffuse dal Codacons e dai controlli della Guardia di Finanza.