Il Consiglio dei ministri ha varato a Palazzo Chigi un nuovo decreto che sposta al 17 settembre la scadenza dello sconto sulle accise sui carburanti, allungandolo di sette giorni. È la quindicesima volta che il Governo rinnova la misura introdotta a marzo, quando i prezzi dei carburanti erano saliti sotto la spinta della crisi energetica internazionale. Una soluzione più stabile, promette l’esecutivo, arriverà entro fine mese.

Il taglio adesso sui carburanti è di 14 centesimi per ogni litro alla produzione, ma il prezzo pagato alla pompa scende invece di circa 17 centesimi ogni litro. La differenza tra le due cifre dipende dall’Iva, che si calcola su un importo più basso quando le accise si riducono. Un dettaglio tecnico, ma è quello che decide quanto resta davvero in tasca a chi fa rifornimento.

Il decreto pesa sulle casse pubbliche per una somma vicina agli 80 milioni di euro. Dentro quella cifra rientra anche il credito d’imposta, prorogato fino a settembre, riservato alle imprese di trasporto merci su gomma, un settore che dipende dal gasolio più di ogni altro e che finisce per spostare i rincari sui costi di consegna delle merci lungo tutta la filiera.

Da quando lo sconto è partito, il 19 marzo, l’esborso complessivo per lo Stato ha già superato i 2 miliardi di euro. Chi segue i conti pubblici in Parlamento ha calcolato una spesa di 2,07 miliardi fino al 10 settembre. Circa 689 milioni sono arrivati dal meccanismo dell’accisa mobile, lo strumento che riduce automaticamente l’imposta quando il petrolio sale di prezzo. Il resto è stato trovato tagliando risorse ai ministeri e anticipando imposte dovute dalle aziende del comparto energetico.

Il Governo ha ripetuto più volte l’intenzione di sostituire lo sconto generalizzato con un aiuto mirato alle famiglie e ai settori più esposti al rincaro. Da marzo quell’annuncio è tornato quindici volte, senza mai diventare una misura diversa dal taglio uguale per tutti. Il nuovo decreto rimanda ancora la scelta a fine settembre.

La decisione dipenderà dai prezzi internazionali del petrolio e da quante risorse restano libere nei conti pubblici, secondo quanto riportato da QuiFinanza il 10 settembre. Nessun dato ufficiale indica ancora quale forma prenderà l’intervento selettivo di cui si parla da mesi.

Per chi guida ogni giorno, la differenza alla pompa resta piccola e non cambia le scelte di viaggio nel breve periodo. Il punto da tenere d’occhio è un altro: se lo sconto generalizzato lascerà davvero spazio a un aiuto più selettivo dopo il 17 settembre, cambieranno anche i requisiti per chi potrà continuare a beneficiarne.

Dati e cifre riportati da QuiFinanza nell’articolo pubblicato il 10 settembre 2026.