Da inizio settembre tornano operative diverse regole che toccano milioni di famiglie e partite IVA: dallo sconto sul gasolio ai controlli fiscali, fino all’assegno per i figli. Ecco cosa cambia davvero e cosa conviene controllare nei prossimi giorni.
Il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul diesel, prorogato dal governo con un decreto approvato il 26 agosto, si ferma al 5 del mese. Da lì in avanti l’imposta torna al livello ordinario, salvo un nuovo intervento dell’esecutivo. La riduzione ha riguardato solo il gasolio: la benzina è rimasta fuori dalla misura fin dall’inizio. Insieme allo sconto scade anche l’agevolazione fiscale per le imprese di trasporto merci su strada.
Il rinnovo della misura ha un costo stimato attorno ai 130 milioni di euro, secondo Money.it, ed è arrivato dopo tre rinvii ravvicinati nel giro di poche settimane. Il governo lascia intendere di voler passare da sconti universali ad aiuti selettivi, legati al reddito tramite le soglie Isee, ma il cambiamento non ha ancora un testo definitivo.
Riparte anche il lavoro ordinario del Fisco: tornano le lettere di compliance che segnalano differenze fra il dichiarato e i dati già in possesso dell’amministrazione, e riprende l’invio di cartelle esattoriali e avvisi INPS. Chi aveva ricevuto una comunicazione prima dell’estate e l’aveva messa da parte farebbe bene a riprenderla subito, perché i termini per rispondere ricominciano a scorrere.
Anche l’Assegno Unico può cambiare importo in questo periodo. L’inizio della scuola e dell’università ridefinisce la posizione dei ragazzi diventati maggiorenni da poco: per loro la mensilità resta valida fino al compimento dei 21 anni, a patto che studino, seguano un tirocinio, lavorino con un reddito annuo sotto gli 8.000 euro, risultino disoccupati registrati ai centri per l’impiego, oppure siano impegnati nel servizio civile. Chi rientra al lavoro dopo un periodo di inattività può far partire il bonus aggiuntivo riservato alle coppie in cui lavorano entrambi i genitori, e la stessa regola vale al contrario se uno dei due smette. Senza un ISEE aggiornato, l’importo pagato scende al minimo previsto, indipendentemente dal reddito reale della famiglia.
I pagamenti di settembre sono previsti tra il 21 e il 22 per chi ha già una posizione consolidata; chi ha presentato la domanda da poco, o è coinvolto in un ricalcolo, riceve l’accredito nell’ultima settimana del mese.
A questo si aggiungono i primi effetti del 730 in busta paga: chi lo ha inviato in estate vede già rimborsi o trattenute nello stipendio o nella pensione di settembre, mentre chi lo presenta ora dovrà aspettare l’autunno per il conguaglio.
Chi ha in famiglia un figlio che ha appena compiuto diciotto anni dovrebbe verificare subito la posizione tramite l’INPS: un requisito mancante può bloccare il pagamento previsto per fine mese.
Dati e cronologia riportati da Money.it in un articolo di Giacomo Astaldi pubblicato il 1° settembre 2026.