Chi ha inviato il modello 730 quest’anno guarda tutti allo stesso dettaglio: la data in cui il conguaglio Irpef diventa disponibile. Non esiste un’unica scadenza. Tutto dipende da un bivio preciso, avere o meno un sostituto d’imposta, e dal mese in cui la dichiarazione è stata trasmessa.

Per un lavoratore dipendente con sostituto, il meccanismo è il più veloce dei due. Il datore di lavoro riceve per via telematica l’esito del conguaglio, il cosiddetto flusso 730/4, e liquida il credito già nella busta paga del mese successivo. Presentando la dichiarazione tra agosto e fine settembre, l’accredito arriva tipicamente tra ottobre e novembre.

Per i pensionati con sostituto i tempi scorrono un po’ più lenti. Le prime somme, che negli anni scorsi partivano già a luglio, quest’anno slittano ad agosto e settembre: chi consegna il modello entro giugno o luglio vede il conguaglio sul cedolino della pensione a partire dal secondo mese successivo.

Chi sceglie di non passare da un sostituto, disoccupati, lavoratori con il contratto già chiuso, o chiunque decida volontariamente di saltare questo passaggio, segue un percorso diverso: liquida il credito direttamente l’Agenzia delle Entrate, con un bonifico sull’Iban indicato, oppure con un bonifico domiciliato leggermente più lento. La finestra utile parte non prima di dicembre e può estendersi fino a marzo del 2027, per chi ha presentato la dichiarazione entro il 30 settembre.

Un fattore rallenta ulteriormente i tempi: i controlli preventivi che l’Agenzia dispone quando il rimborso supera i 4.000 euro o quando la dichiarazione modifica i dati già precompilati. In questi casi il pagamento può slittare a fine 2026 o ai primi mesi del 2027, fino a sei mesi dopo la scadenza di presentazione.

Un dettaglio spiega perché tanti dipendenti e pensionati scelgono comunque di rinunciare al sostituto, pur potendo incassare prima: se il datore di lavoro non ha abbastanza margine fiscale in un solo mese, il rimborso può finire spezzato su più mensilità. Una somma frazionata in piccole cifre rischia di sparire tra le spese correnti, mentre l’intero importo liquidato in un colpo solo dall’Agenzia, anche se più tardi, resta più facile da percepire come un beneficio reale.

Chi non ha un sostituto, invece, incassa tutto insieme, ma deve aspettare la fine dell’anno e mettere in conto un margine ulteriore se scatta un controllo preventivo.

Nei casi senza sostituto d’imposta, chi prevede di ricevere più di 4.000 euro dovrebbe evitare di programmare spese su quella somma prima della primavera del 2027: tra i controlli e i tempi tecnici dell’Agenzia, l’accredito potrebbe slittare oltre la finestra standard di dicembre e marzo.

Secondo quanto riportato da Money.it l’8 settembre 2026, le tempistiche seguono il calendario ufficiale dei rimborsi Irpef legati al modello 730.