Zalando ha chiuso il terzo trimestre con 3,17 miliardi di euro di ricavi, il 5,1% in più dell’anno scorso e sopra i 3,15 miliardi che gli analisti avevano messo in conto. Il mercato ha guardato altrove: martedì 3 novembre le azioni hanno ceduto circa il 5% a Francoforte, perché la redditività è rimasta indietro rispetto alla crescita.

Sul fronte dei margini, il guadagno lordo sulle vendite è sceso al 38,7%, meno di quanto si aspettavano gli analisti. Secondo Pambianco News, pesano due scelte del gruppo: gli investimenti sui prezzi, che comprimono il ricavo su ogni capo venduto, e il peso crescente del business per altre aziende. Il gmv, cioè il valore di tutto ciò che passa dalla piattaforma, è salito del 7,5%, arrivando a 4,54 miliardi.

La divisione B2b è il motore del trimestre. Offre logistica e software a marchi e rivenditori con Zeos, Tradebyte e Scayle, e ha visto i ricavi salire di quasi il 28%, fino a 354 milioni. L’ebit rettificato, cioè l’utile operativo depurato dalle voci straordinarie, ha più che raddoppiato quota: 42 milioni, con una redditività salita dal 7,1% all’11,9%.

Il negozio per i consumatori, il B2c, corre molto meno. Qui i ricavi crescono del 2,8% e toccano 2,83 miliardi, mentre l’ebit rettificato cala e si ferma a 64,4 milioni. Il confronto spiega perché il gruppo punti sulla piattaforma. I brand partner, che vendono sull’app usando i servizi di Zalando, valgono già il 33,6% del gmv B2c. L’obiettivo è il 40-50% entro il 2028.

Considerando tutto il gruppo, l’ebit rettificato sale del 10,6% e arriva a 107 milioni, un margine del 3,4% (due decimi di punto in più). Hanno aiutato le sinergie con About You, rilevata nel luglio 2025. Il conto finale però è in rosso: 18 milioni di perdita, mentre dodici mesi prima restavano 12,5 milioni di profitto. I clienti attivi toccano il massimo storico di 63,2 milioni, in aumento del 2,9%.

Insieme ai conti è arrivato Zalando Extended. Il servizio porterà nell’app articoli di altri negozi online che il gruppo non vende direttamente. Dal 2027 l’acquisto sarà completato per conto del cliente da un software di intelligenza artificiale sviluppato in casa, senza uscire dall’app. Si parte con l’arredamento, e il primo partner è Westwing.

La mossa risponde a un timore che il settore ha già messo a fuoco: l’agentic commerce, in cui software autonomi confrontano i prezzi e pagano al posto delle persone. Reuters riferisce che per Jp Morgan questo scenario minaccia in modo strutturale il titolo. Se gli acquisti passano da agenti esterni, un negozio che oggi vive sul traffico diretto rischia di perdere il rapporto con il cliente.

La previsione per il 2026 resta quella di agosto. Zalando punta a far crescere gmv e fatturato nella parte bassa di una forchetta che va dal 12 al 17%. Per l’ebit rettificato l’asticella sta fra 680 e 720 milioni. Nei prossimi trimestri il dato da seguire è il margine lordo: dirà se i prezzi più bassi stanno comprando clienti o solo erodendo i profitti.

Secondo Pambianco News, che ha pubblicato i risultati trimestrali di Zalando il 3 novembre 2026.