Webuild ha oltrepassato un terzo del capitale di Trevi, la società emiliana, e per questo deve lanciare un’offerta pubblica di acquisto sul resto dei titoli. Il prezzo è di 5,165 euro per ogni azione, l’esborso massimo di 221,6 milioni di euro. La notizia è stata riportata da Soldionline, che cita l’agenzia ANSA, venerdì 30 ottobre.
Il passaggio decisivo sono stati gli ultimi acquisti. Webuild ha comprato altre 3.068.084 azioni Trevi, pagandole al massimo 5,165 euro l’una: lo stesso prezzo già previsto per l’offerta. Con quelle azioni in più il gruppo possiede 22.675.764 titoli, vale a dire circa il 34,58% delle quote e dei voti in assemblea.
L’Opa obbligatoria funziona così: chi supera certe soglie di partecipazione deve proporre agli altri soci l’acquisto delle loro azioni a identico prezzo. La regola evita che il controllo di una società cambi mano lasciando i piccoli azionisti senza una via d’uscita. Nel caso di Trevi, a far scattare l’obbligo è stato il superamento di un terzo.
L’offerta copre al massimo 42.902.452 titoli ordinari di Trevi. Sono il 65,42% del capitale, ovvero tutto ciò che Webuild non ha ancora in portafoglio. Se aderissero tutti gli azionisti, il conto per Webuild salirebbe a 221.591.164 euro.
Un dettaglio pesa più degli altri. Le condizioni di efficacia, cioè i requisiti che in un’Opa devono avverarsi perché l’operazione si perfezioni, sono tutte decadute. Il buon esito dell’offerta non dipende più da nulla: nessuna clausola può farla saltare.
Per chi ha azioni Trevi la scelta è semplice da descrivere. Si può aderire e incassare 5,165 euro per titolo, oppure restare dentro una società in cui un socio ha ormai oltre un terzo dei voti. La seconda strada significa convivere con un azionista di riferimento che pesa molto nelle assemblee.
Restano aperte due questioni. Webuild non ha chiarito se punti al controllo pieno di Trevi o a una quota di peso, e la data di avvio delle adesioni non è stata comunicata. Dalle adesioni dipenderà quanto l’esborso reale si avvicinerà al tetto di 221,6 milioni.
Il numero di azioni acquistate sul mercato mostra però una direzione. Webuild non ha aspettato l’avvio dell’offerta per comprare, e ha pagato un prezzo che non supera quello dell’Opa. Questo toglie un argomento a chi sperava in un rialzo del corrispettivo: finché i comunicati non dicono altro, il prezzo di riferimento resta 5,165 euro.
Chi segue il titolo dovrebbe quindi aspettare il documento ufficiale dell’offerta. Lì compariranno le date di adesione e il calendario del pagamento: quelle informazioni decidono se conviene vendere subito sul mercato o consegnare le azioni all’Opa.
Secondo Soldionline, che cita l’agenzia ANSA, la notizia dell’Opa obbligatoria di Webuild su Trevi è del 30 ottobre 2026.