Webuild ha deciso di non toccare il prezzo della sua OPA su Trevi Group: restano 4,50 euro per azione, versati in contanti. Cambia invece la condizione di riuscita: scende al 50% più un diritto di voto, la maggioranza assoluta. Il consiglio di amministrazione ha preso la decisione dopo aver esaminato il rilancio annunciato venerdì 25 settembre da Icop, il gruppo quotato su Euronext Milan che opera nell’ingegneria del sottosuolo.
Per chi non mastica il linguaggio delle offerte: un’OPA è una proposta pubblica di acquisto: prezzo e condizioni vengono fissati in anticipo. Quella di Webuild è totalitaria, quindi punta a tutti i titoli Trevi in circolazione, e volontaria, perché nessuna norma la imponeva. Icop, invece, corre con un’offerta di scambio: paga chi aderisce con le proprie azioni, non con denaro.
La differenza tra le due proposte è tutta qui. Con i contanti l’azionista Trevi sa subito quanto incassa. Con le azioni Icop il valore finale dipende dall’andamento di quel titolo dopo lo scambio. Webuild insiste su questo punto e sostiene che il suo prezzo, certo e in denaro, valga per gli azionisti più di quanto offre il concorrente. Il rilancio di Icop ha aumentato il corrispettivo dello scambio, ma l’articolo di Soldionline non riporta di quanto.
Abbassare la soglia al 50%+1 cambia il peso del rischio, perché l’offerta non dipende più da un livello di adesioni più alto. Soldionline non indica quale fosse il valore precedente. Ora basta controllare la maggioranza dei voti, il livello che consente di decidere nelle assemblee ordinarie. Webuild rende così più facile chiudere l’operazione senza ritoccare il prezzo.
C’è poi il fronte con l’autorità di vigilanza. Webuild ha presentato un esposto alla Consob, l’ente che controlla correttezza e trasparenza delle operazioni sulle società quotate, datato 28 settembre. Segnala possibili irregolarità nel rilancio di Icop. Soldionline non riporta i dettagli delle presunte irregolarità. Per ora è una contestazione di parte, non un accertamento.
Webuild afferma di aver deciso dopo un’analisi approfondita con i propri consulenti, basata solo su documenti pubblici: il documento d’offerta, il prospetto che Icop ha pubblicato, i rendiconti delle società, i comunicati diffusi dai protagonisti e le quotazioni. Il gruppo aggiunge una promessa sul lavoro: più occupati e non soltanto posti tutelati, sia in Italia sia fuori dai confini. È un impegno dichiarato dall’offerente nel suo comunicato, senza numeri né scadenze che permettano di verificarlo.
Come finirà la sfida resta aperto. Dipende da cosa sceglieranno gli azionisti Trevi tra un incasso immediato e un pacchetto di azioni Icop, e da cosa deciderà la Consob sull’esposto.
Chi ha titoli Trevi in portafoglio dovrebbe confrontare i 4,50 euro in contanti con il valore delle azioni Icop al momento dell’adesione, e seguire le prossime mosse di Consob e delle due società.
Secondo Soldionline, che cita l’ANSA, la decisione del consiglio di amministrazione di Webuild è stata comunicata venerdì 2 ottobre 2026.