Lo spread tra BTP e Bund ha segnato 126 punti base nella mattinata di venerdì 2 ottobre 2026, avvicinandosi alla soglia dei 130 senza raggiungerla. A farlo salire non è stato il debito italiano: è stato il titolo tedesco, che ha perso rendimento in fretta mentre il BTP restava quasi fermo.

Conviene partire dai numeri. Il BTP a 10 anni rendeva il 4,67%, tre punti base meno di poco prima, dopo aver sfiorato il 4,70% nelle prime ore della seduta. Il Bund di pari scadenza è invece sceso di 10 punti base, a 3,41%. La distanza chiamata spread è semplicemente la distanza tra questi due rendimenti, e 126 punti base significano un punto e ventisei percentuali.

Il meccanismo è quello di un differenziale che si apre dal basso. Se il rendimento tedesco scivola e quello italiano non lo segue, la distanza cresce anche se per Roma non cambia nulla. Per questo il dato va letto con prudenza: il livello di 126 dice quanto sia cara la Germania in questo momento, più che quanto sia diventata rischiosa l’Italia.

Secondo Money.it, la ragione sta nell’umore degli investitori. Con gli investitori molto restii a tenere rischio sui debiti sovrani, chi vende preferisce liberarsi dei bond dei Paesi con i conti pubblici più fragili, e tiene quelli tedeschi. La Germania ha reso più espansiva la sua politica fiscale negli ultimi anni, ma la sua finanza pubblica resta più solida di quella italiana e di quella francese.

La Francia, infatti, sta peggio. Il rendimento degli OAT, le obbligazioni di Parigi a 10 anni, si è fermato al 4,94% dopo aver toccato il 4,96% e, in precedenza, aver superato anche il 4,90%. Lo spread tra Parigi e Berlino sale così a 153 punti base, ben sopra quello italiano. Chi segue i mercati guarda ormai ai francesi come al punto più delicato dell’area euro.

Sullo sfondo c’è il dato sull’inflazione. Eurostat ha comunicato che a settembre i prezzi nell’Eurozona sono cresciuti del 3,8%, una cifra che rafforza chi si aspetta nuovi rialzi dei tassi da parte della BCE. Eppure, a parte il Bund, i rendimenti dei titoli sovrani del blocco si sono mossi poco. Il mercato ha incassato la notizia senza uno scossone.

Resta un limite da tenere presente. Il dato di 126 punti base è una lettura di venerdì mattina, in una seduta in cui la tensione sui BTP era già rientrata dopo il picco. Non è una chiusura, e Money.it non indica dove il differenziale abbia chiuso la giornata. Un livello intraday si può ribaltare entro sera.

Per chi ha in portafoglio BTP o fondi che li contengono, la soglia dei 130 punti base è il riferimento psicologico da monitorare nelle prossime sedute. Se il rendimento del Bund continuerà a scendere mentre quello italiano resta vicino al 4,67%, il differenziale potrà superarla anche senza nuove cattive notizie sull’Italia. Chi ha un mutuo a tasso variabile farà bene a seguire la BCE, perché l’inflazione al 3,8% alimenta le attese di rialzi.

Secondo Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato venerdì 2 ottobre 2026.