Wall Street ha aperto la seduta di ieri in ordine sparso, con il Nasdaq che ha ceduto 148 punti, lo 0,53%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,29% e il Dow Jones è rimasto in territorio positivo, sopra i 75 punti. Sul mercato pesano insieme una minaccia commerciale contro l’Iran e lo stallo dei negoziati con il Canada.
Il Tesoro americano ha annunciato quello che l’amministrazione Trump definisce un “D-Day economico” contro Teheran. I dettagli arriveranno da una conferenza stampa del segretario Scott Bessent, fissata per le 20 di stasera. L’Iran ha risposto chiamando la mossa una “ammissione di sconfitta”: sono passati sei mesi dall’inizio dello scontro tra i due paesi.
L’incertezza si è scaricata subito sul petrolio. Il barile di Wti è sceso a quota 85,71 dollari, in calo dell’1,55%: un mercato che teme un’escalation tende a scontare in anticipo un possibile blocco delle forniture, non ad aspettare l’annuncio ufficiale. A questo si somma il fallimento del confronto commerciale tra Stati Uniti e Canada, che ha portato entrambi i paesi a imporsi dazi a specchio l’uno contro l’altro.
Il settore tecnologico è quello che ha sofferto di più nelle prime battute di scambio. Gli investitori aspettano i risultati trimestrali di due nomi centrali per il comparto AI: Nvidia mercoledì, Marvell Technology il giorno dopo. Finché quei numeri non arrivano, i listini tech restano esposti a ogni notizia macro che alza la tensione, anche quando il legame diretto con gli utili aziendali è debole.
Due appuntamenti definiranno la settimana più della cronaca sull’Iran. Mercoledì è atteso il dato Pce, la misura di inflazione preferita dalla Federal Reserve. Venerdì il presidente della Fed Kevin Warsh parlerà a Jackson Hole, nel simposio annuale che i mercati usano per anticipare la direzione dei tassi. Un’inflazione più calda del previsto renderebbe più probabile un tono cauto da parte di Warsh, con effetti diretti sui rendimenti obbligazionari e quindi sulle valutazioni tech, le più sensibili al costo del denaro.
Il quadro che emerge non è quello di un mercato che crolla, ma di uno che aspetta. Il Dow Jones resta positivo proprio perché pesa meno tecnologia e più titoli industriali e finanziari, meno esposti alla cronaca dell’AI e ai timori geopolitici del giorno. La divergenza tra i tre indici è essa stessa il segnale da leggere: chi ha un portafoglio concentrato sui titoli tech dovrebbe considerare che la volatilità delle prossime tre sedute dipenderà più dai conti di Nvidia e di Marvell, dal dato Pce di mercoledì, che dagli sviluppi sul fronte iraniano.
Dati e cronaca di mercato riportati da Wall Street Italia nell’edizione di lunedì 24 agosto 2026.