Venerdì 30 ottobre le vendite sui titoli tecnologici hanno spinto Wall Street in territorio negativo. Durante la seduta il Nasdaq è arrivato a perdere il 3,02%, la giornata più pesante da giugno secondo l’agenzia ANSA, ripresa da Soldionline.

Gli altri indici hanno preso la stessa direzione, con intensità minore. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,94% e l’S&P 500 l’1,82%.

La distanza tra i tre numeri racconta la storia. Il calo del Nasdaq supera di oltre tre volte quello del Dow Jones ed è più di una volta e mezza quello dell’S&P 500. Quando a scendere è il tech, il Nasdaq amplifica il movimento.

Il motivo è nella composizione. Il Nasdaq pesa soprattutto su società tecnologiche e su aziende legate alla crescita e all’innovazione, quindi una vendita concentrata su quel settore lo colpisce per primo e più forte. Il Dow Jones raccoglie un gruppo ristretto di grandi industriali e blue chip, per questo risente meno dello scossone.

L’S&P 500 sta nel mezzo. Il suo paniere è più largo e include grandi aziende americane di ogni settore, ma contiene anche i gruppi tecnologici, insieme alle società che vivono dei grandi trend digitali. Il peso di quei nomi è sufficiente a trascinare giù l’indice anche quando gli altri comparti tengono.

Un dato di contesto aiuta a dare la misura. Se questa è la seduta peggiore da giugno, per circa quattro mesi nessuna giornata aveva fatto peggio. Il ribasso di venerdì non è dunque un normale scossone di fine settimana, ma il più forte degli ultimi mesi sul Nasdaq.

Vanno però messe due cautele. La prima: le percentuali descrivono dove si trovavano gli indici durante la seduta, non dove hanno chiuso. La notizia è stata pubblicata alle 18

italiane, prima della chiusura di New York, e il dato finale potrebbe essere diverso, in meglio o in peggio.

La seconda: nessuna notizia o dato specifico è stato indicato come causa del ribasso. Quello che c’è è un’ondata di vendite sul comparto, non un evento preciso che la spieghi. Finché manca un innesco dichiarato, ogni lettura del perché resta un’ipotesi.

Per chi investe in ETF che replicano l’indice Nasdaq, la perdita in corso di seduta è stata più pesante di quella di chi ha un ETF sull’S&P 500, e molto più di chi segue il Dow Jones. Conta il paniere, non solo il paese: due fondi americani possono comportarsi in modo molto diverso.

Il prossimo appuntamento è la chiusura di venerdì, poi la seduta di lunedì 2 novembre. Se il Nasdaq conferma il calo del 3%, la vendita sul tech diventa un fatto di mercato e non un episodio.

Secondo ANSA, ripresa da Soldionline il 30 ottobre 2026, il Nasdaq ha perso fino al 3,02% nella seduta di venerdì.