La spesa turistica degli italiani sfiorerà i 20,4 miliardi di euro nei due mesi centrali dell’estate. Lo indica un’analisi dell’Istituto Demoskopika, centro di ricerca economica che monitora periodicamente i consumi legati al turismo, riferita al periodo che va da inizio luglio a fine agosto di quest’anno.
Di quella cifra, 541 milioni derivano soltanto dal rincaro dei prezzi rispetto all’estate 2025, non da un aumento reale delle presenze. In altre parole, gli italiani non stanno necessariamente viaggiando di più: stanno pagando di più per le stesse vacanze.
Secondo i calcoli riportati da TgCom24, il costo è salito di due euro e ottantasei centesimi per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva. Per ogni turista, sommando l’intero soggiorno, l’aggravio arriva a dodici euro e cinquanta. Sono cifre piccole prese singolarmente, ma moltiplicate per milioni di soggiorni spiegano da sole più di mezzo miliardo di euro di spesa aggiuntiva.
Demoskopika non ha reso pubblica la scomposizione voce per voce dell’aumento, quindi non è possibile stabilire quanto derivi da alloggio, ristorazione o trasporti. Il dato resta una stima aggregata, costruita a inizio stagione, e come ogni proiezione può discostarsi dalla spesa effettivamente rilevata a consuntivo.
Il caro vacanze non è un fenomeno isolato di quest’anno: nelle ultime estati i prezzi del comparto turistico italiano hanno corso più dell’inflazione generale, spinti dai costi energetici delle strutture ricettive e dalla domanda concentrata in poche settimane di alta stagione. Chi prenota a ridosso di Ferragosto paga il conto più salato dell’anno, mentre chi si muove nelle settimane di spalla trova ancora margine di risparmio.
Per le famiglie, il messaggio pratico riguarda il calendario più che la destinazione. Spostare anche solo di dieci giorni una prenotazione, uscendo dal cuore di agosto, resta la leva più semplice per contenere l’aumento di dodici euro e cinquanta a persona segnalato da Demoskopika. Chi ha già prenotato per il periodo di picco, invece, può poco: il rincaro è già incorporato nel prezzo pagato.
Il dato arriva mentre il potere d’acquisto delle famiglie italiane resta sotto pressione su più fronti, dalla spesa alimentare alle bollette. Le vacanze, per molte famiglie, sono la voce di bilancio su cui si taglia per prima quando i conti non tornano: un aumento di 541 milioni di euro complessivi, distribuito su milioni di soggiorni, rischia di spingere proprio le fasce di reddito più basse a ridurre i giorni di ferie o a scegliere mete più economiche.
Chi deve ancora organizzare le ferie di fine estate farebbe bene a confrontare i prezzi delle ultime due settimane di agosto con quelli di inizio settembre prima di fissare la data di partenza.
Dati tratti dall’analisi dell’Istituto Demoskopika, riportati da TgCom24 in un articolo di Stefania Scordio del 27 agosto 2026.