Vladimir Putin ha firmato un decreto che autorizza UniCredit a dividere la sua controllata russa, AO UniCredit Bank, creando una nuova società. La notizia arriva dall’agenzia Tass, che ha pubblicato il testo del provvedimento, ed è stata ripresa lunedì 5 ottobre da Soldionline sulla base di un lancio ANSA.

Il passaggio conta perché toglie un ostacolo formale. Secondo il testo, la legislazione russa non richiede altre approvazioni, né permessi o consensi, per dare corso a quanto il decreto descrive. Per UniCredit, quindi, la strada burocratica in Russia è più corta.

Va chiarito che cosa significa scorporo. Si stacca una parte dell’azienda e la si colloca in una società nuova. Qui il risultato sarebbero due società distinte, e non una banca ridotta di dimensioni.

Lo schema descritto nel decreto assegna a UniCredit il 100% della cosiddetta New Bank. All’acquirente, invece, andrebbe l’intero capitale della Remaining Bank. Le due etichette indicano la parte che il gruppo milanese tiene e la parte che esce dal suo perimetro, ma Soldionline e Tass non spiegano quali attività finiscano nell’una e quali nell’altra.

Il decreto si collega a un passo fatto qualche mese fa. A maggio il gruppo milanese ha sottoscritto un’intesa senza vincoli legali, che riguardava la vendita di una quota delle attività della controllata. Un’intesa di questo tipo fissa le linee generali dell’operazione, ma non obbliga nessuna delle due parti a chiudere. Per diventare definitiva serve un contratto vero e proprio.

La data di quel contratto non è stata comunicata. Non sono noti nemmeno il prezzo, l’identità del compratore e la quota di attività destinata alla cessione. Anche i tempi per completare lo scorporo restano fuori dal testo riportato da Tass.

Questo limita la portata della notizia. Il via libera russo toglie di mezzo un passaggio autorizzativo, ma non dice se l’acquirente firmerà, a quali condizioni, né quanto UniCredit incasserebbe. Chi legge il decreto come l’annuncio di un’uscita completata dalla Russia legge più di quello che il documento contiene.

C’è poi una questione di verifica. Il contenuto del decreto arriva da un’agenzia russa, e la nostra ricostruzione non va oltre quel testo. Il testo, per ora, è l’unico riscontro disponibile sul meccanismo dello scorporo e sulla divisione delle due società.

Per chi segue il titolo in Borsa, il dato da attendere è un comunicato del gruppo che renda definitivo l’accordo di maggio, con prezzo e perimetro delle attività cedute. Finché non arriva, lo scorporo autorizzato resta una condizione necessaria per l’operazione, non la sua conclusione.

Secondo Soldionline, che cita l’agenzia ANSA e il testo del decreto pubblicato da Tass, la notizia è del 5 ottobre 2026.