Chi vorrà una targa su misura per la propria auto dovrà spendere 600 euro. Giorgia Meloni, premier, ha dato l’annuncio mercoledì 28 ottobre durante la presentazione della manovra. Lo ha definito un tocco di colore: ognuno potrà sbizzarrirsi, ma pagando.
Secondo AGI, la possibilità esiste già sulla carta. Il nuovo Codice della strada attua una misura prevista dalla legge ma mai partita, perché mancavano le norme necessarie. Ora scegliere lettere e numeri diventa concreto, con un prezzo fissato.
Il conto cambia in base al veicolo. Un’auto ha due targhe, davanti e dietro, e la tariffa base arriva a 500 euro. Sopra c’è una maggiorazione del 20%, cioè 100 euro, che finisce al Mit, il dicastero dei Trasporti. Una moto ha solo la targa posteriore: la spesa totale si ferma a 360 euro, cioè 300 di base e 60 di maggiorazione.
Come funziona all’estero. Diversi Paesi europei hanno già un sistema simile, con regole e costi molto lontani tra loro. Alcuni lasciano scegliere il nome, altri le iniziali o una parola, altri ancora una sequenza di cifre significativa. In altri casi si possono selezionare soltanto lettere e cifre dentro il formato nazionale.
Il modello più flessibile, ricorda AGI, è il Belgio. Lì l’automobilista chiede la combinazione che preferisce, purché sia libera e rispetti le regole. Costa 1.030 euro e porta allo Stato circa 12 milioni di euro l’anno.
In Germania la combinazione costa 12,80 euro, senza contare immatricolazione e produzione, e la sigla territoriale resta obbligatoria. In Austria la richiesta costa 235 euro in totale. La Finlandia chiede mille euro per la decisione amministrativa su una targa speciale. In Estonia la combinazione dentro il formato ordinario ha una tariffa di 540 euro, mentre la targa fatta su richiesta arriva a 1.560 euro. Il prezzo più alto è lituano: 2.500 euro per una sequenza di massimo sei caratteri, con almeno una cifra. L’Irlanda permette di prenotare un numero preciso, ma la struttura della targa resta quella normale.
Con 600 euro l’Italia sta in una fascia intermedia. Spende molto più della Germania e dell’Austria, e poco più dell’Estonia per le combinazioni ordinarie. Resta sotto Belgio, Finlandia e Lituania.
Il caso britannico. Oltremanica le targhe su misura sono un affare per lo Stato. Le targhe, chiamate private number plates, si comprano dall’agenzia pubblica DVLA, alle aste o direttamente da chi le possiede già, e le sequenze più ricercate toccano prezzi altissimi. Nell’esercizio 2024-2025 gli incassi hanno superato i 274 milioni di sterline, contro circa 276 milioni dell’anno prima.
A Dubai si trova invece la targa più cara mai venduta. Ad aprile 2023 la sigla “P 7” è andata all’asta e ha fatto 55 milioni di dirham, cioè, al cambio dell’epoca, poco meno di 14 milioni di euro. La vendita è finita nel Guinness dei primati e ha battuto la targa con la sola cifra “1” comprata ad Abu Dhabi nel 2008: 52,2 milioni di dirham, che corrispondevano a 14,2 milioni di dollari circa.
Per l’Italia manca ancora la data di avvio, e non è stato comunicato quanto gettito lo Stato si aspetti. Prima di mettere da parte i 600 euro conviene seguire le norme attuative: lì si capirà da quando si potrà ordinare la targa.
Secondo AGI, che ha riportato la notizia mercoledì 28 ottobre 2026 dopo l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.