Dieci punti: tanto perde la quota di italiani che pensa di spendere per Halloween, scesa al 51% dal 61% del 2025. Lo mostra un sondaggio di Ipsos per Confesercenti, anticipato da Il Sole 24 Ore il 30 ottobre, alla vigilia della festa del 31. Il calo racconta una frenata dei budget più che una rinuncia alla serata.
La prudenza si legge nelle intenzioni di spesa. Il 25% di chi ha risposto metterà mano al portafoglio per un importo inferiore a quello dello scorso anno. Solo il 4% pensa di spendere di più. Chi alza il budget è una minoranza minuscola.
Il peso economico della ricorrenza resta rilevante. Confesercenti stima che la festa del 2025 abbia mosso un indotto superiore al mezzo miliardo. Il grosso, circa 300 milioni, è andato a dolciumi e articoli a tema. I restanti 250 milioni sono stati spesi tra bar, ristoranti, discoteche ed eventi.
Le abitudini descritte dall’associazione arrivano dai dati storici, non dalle risposte di quest’anno. Sei italiani su dieci comprano dolci e caramelle, il 45% decora casa e più di un terzo veste i figli in maschera. Più della metà preferisce una festa tra le mura domestiche o dagli amici, e circa un terzo sceglie locali e discoteche. Per gli acquisti il primo canale è il supermercato, seguito dai centri commerciali.
I giovani sono i più attratti dalla serata. Il 60% circa dei 18-34enni ha in programma una spesa, a fronte del 47% nella fascia 35-65 anni. Sono però anche i più stretti: tra loro, il 27,4% dichiara che spenderà meno del 2025. Voglia di festeggiare e conto in banca non vanno alla stessa velocità.
Contano molto anche i figli. Tra le famiglie con minorenni in casa, il 64% farà acquisti, contro il 43% dei nuclei senza bambini. Qui il budget pesa ancora di più: prevede di tagliare il 30,3% di chi ha minori in famiglia.
Per Dario Domenichini, vicepresidente di Confesercenti a livello nazionale, i numeri sono un segnale di cautela. Le famiglie, dice, non smettono di festeggiare ma provano a contenere i costi. La festa è ormai un appuntamento fisso anche per i negozi di quartiere e per i locali, e per loro la frenata si traduce in scontrini più leggeri.
Il sondaggio misura intenzioni, non incassi. Confesercenti non ha pubblicato, almeno nel materiale anticipato, né la dimensione del campione né una stima del giro d’affari di quest’anno. Quel confronto dirà se il 25% di tagli dichiarati si trasforma in un mercato più piccolo di quello dell’anno scorso.
Per chi vende, il dato da aspettare è il consuntivo di Confesercenti sulla spesa effettiva. Per chi compra, la tendenza è chiara: la festa resta, il budget si accorcia.
Dati del sondaggio Ipsos per Confesercenti anticipati da Il Sole 24 Ore, articolo di Gianluca Brazzioli del 30 ottobre 2026.