Donald Trump ha riunito alla Casa Bianca più di venti dirigenti del settore tecnologico per discutere di sicurezza e sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il presidente ha detto di puntare su una forte autoregolamentazione delle imprese e di valutare, in parallelo, un comitato di dieci persone con compiti di vigilanza. Per ora sono dichiarazioni alla stampa: nessuna legge, nessun ordine esecutivo, nessun testo depositato.

Attorno al tavolo sedevano Elon Musk, Mark Zuckerberg di Meta, Jeff Bezos di Amazon, Jensen Huang di Nvidia, Satya Nadella di Microsoft e Lisa Su di AMD. C’erano anche i capi di Micron, Broadcom e Palantir. Per l’amministrazione erano presenti il vicepresidente JD Vance, il segretario al Tesoro Scott Bessent, quello al Commercio Howard Lutnick e Mike Johnson, presidente della Camera.

Trump ha descritto l’incontro come produttivo e molto cordiale. Secondo lui, ciò che unisce tutti i presenti è l’affetto per il proprio Paese e per il mondo, con l’obiettivo comune di renderlo sicuro. Sono parole di circostanza, senza una sola misura concreta dentro.

Sul metodo, il presidente ha spiegato che la Casa Bianca conta sulla responsabilità delle singole aziende. Ha ricordato che il settore dialoga già di continuo con Dipartimento di Giustizia e FBI, gli organi americani di garanzia e controllo. Quindi la prima linea di difesa, nella sua idea, è interna alle società stesse.

Subito dopo è arrivato l’avvertimento. Ha detto Trump che i modelli verranno bloccati dall’amministrazione, se non saranno impiegati a fin di bene. La frase tiene insieme due cose che tirano in direzioni opposte: fiducia nei controlli interni e minaccia di stop. Il resoconto non spiega chi sceglierebbe i dieci membri del comitato, con quali poteri opererebbe, né come si misurerebbe l’espressione “a fin di bene”.

Open presenta la vicenda come un cambio di posizione del presidente. Nel testo, però, non c’è alcun riferimento a ciò che Trump sosteneva prima, quindi con questa fonte il confronto non si può fare. Quello che si può dire è che oggi il tono verso i grandi gruppi è di apertura, con un freno tenuto in mano ma non azionato.

Il dettaglio più curioso riguarda il nome. Trump ha parlato di un atto ufficiale per ribattezzare l’intelligenza artificiale “Superintelligenza”, perché a suo giudizio la tecnologia non è artificiale. Il resoconto non riporta il testo del documento, non dice se sia già firmato e non chiarisce quale valore giuridico avrebbe un cambio di denominazione. Cambiare l’etichetta non cambia gli obblighi di chi sviluppa i modelli.

C’è infine un limite di metodo da tenere a mente. Tutto ciò che sappiamo arriva dalle parole del presidente; nessuna delle aziende presenti, nel pezzo di Open, prende una posizione pubblica. Un impegno di autoregolamentazione senza firmatari nominati resta un’intenzione.

Per chi lavora con strumenti di IA o segue i titoli delle big tech, il segnale da attendere è un atto scritto: l’istituzione del comitato, con nomi e poteri. Finché non arriva, per le aziende non cambia nessun obbligo.

Secondo Open, articolo di Stefania Carboni pubblicato martedì 29 settembre 2026, che riporta le dichiarazioni di Trump dopo l’incontro alla Casa Bianca.