Mediterra DataCenters ha messo sul tavolo più di 20 milioni di euro, da spendere prima della chiusura del 2026, per il proprio impianto di Carini, vicino Palermo. La somma copre tre voci insieme: il costo per rilevare gli asset del centro, il potenziamento degli impianti già presenti e l’ampliamento della capacità offerta ai clienti.
L’azienda non ha detto quanto va a ciascuna delle tre voci. Il centro era nato come Open Hub Med, rilevato da Mediterra nei mesi scorsi e oggi ribattezzato PMO01: un dettaglio non secondario, perché la spesa annunciata giovedì riguarda un sito già attivo, non una struttura da costruire da zero.
L’annuncio è arrivato durante la prima tappa a Carini di un giro di presentazioni che l’azienda porterà anche a Bologna e a Roma. L’amministratore delegato Emmanuel Becker ha descritto la Sicilia come un’area che sta acquistando peso sulle rotte digitali ed economiche verso il resto del mondo, legando la scelta di Palermo alla sua collocazione tra il continente asiatico, quello africano, il Medio Oriente e quello europeo.
Quella fissata per il 2026 è, secondo l’azienda, solo la prima fase di un percorso più lungo. Mediterra parla di ulteriori risorse operative da destinare nei decenni successivi a tenere in funzione l’impianto, ad aggiornarne le tecnologie e a renderlo più efficiente e resistente ai guasti. Il programma include anche corsi di formazione pensati per creare lavoro qualificato, ma senza cifre: né un conto degli addetti coinvolti, né un calendario per le assunzioni.
È un limite frequente in comunicati di questo tipo. Becker ha aggiunto che l’obiettivo è dar vita a un sistema in grado di aumentare le occasioni per aziende, enti pubblici e residenti attraverso una collaborazione più stretta tra soggetti pubblici e privati. Sono parole che descrivono un’ambizione, non un impegno misurabile: finché mancano numeri su occupati e tempi, resta un annuncio di intenti più che un piano industriale verificabile dall’esterno.
Al tavolo istituzionale hanno preso parte Rossella Covello, prima cittadina di Carini, e Alessandra Polizzi, che rappresenta a Palermo la Casa dedicata al Made in Italy per conto del ministero delle Imprese. Presenti anche la Regione Siciliana, l’Università di Palermo, Invitalia, Fastweb, Sicindustria, Sicilia Digitale e il consorzio MIX, segno di un dossier che le istituzioni locali e nazionali seguono da vicino.
Per chi lavora nell’ICT in Sicilia, il dato da tenere d’occhio non è la cifra dei 20 milioni ma il calendario delle assunzioni che Mediterra deve ancora pubblicare: è quello a stabilire se l’investimento porta posti di lavoro qualificati sul territorio o resta soprattutto un potenziamento tecnico dell’impianto.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la notizia è stata data durante la tappa di Carini del roadshow di Mediterra DataCenters di giovedì 24 settembre 2026.