Nel 2025 le truffe e le frodi informatiche hanno fruttato ai criminali 269 milioni di euro in Italia, il 17,4% in più del 2024. Lo ha calcolato la Fabi, sindacato dei bancari, in uno studio che copre gli anni dal 2022 al 2025, come riporta Money.it. Il punto è che i casi accertati non crescono: sono 27.085, lo 0,4% in meno rispetto ai 27.182 dell’anno prima.
Meno episodi, quindi, ma ognuno costa di più. Con gli stessi episodi o quasi, la somma sottratta per ciascun caso è salita in media di circa un sesto. Chi misura il cybercrime contando solo i reati vede un fenomeno fermo, mentre il conto vero peggiora.
La serie storica mostra una corsa costante. Le somme rubate erano 152,9 milioni nel 2022, poi nel 2023 sono salite a 177,3 milioni e nel 2024 a 229,1 milioni. In quattro anni la cifra totale supera 828 milioni di euro. Gli episodi, nello stesso periodo, sono passati da 24.623 a 27.085, con una crescita che si è quasi spenta dopo il 2023.
Il quadro europeo viene da un’altra rilevazione, quella condotta nel 2026 dall’agenzia europea Fra sui diritti fondamentali, che ha usato i dati di Eurobarometro. Tra gli adulti europei, il 24% dice di essere stato spinto, via messaggi o email, a mandare denaro, a pagare per qualcosa che non esisteva o a cedere dati personali. L’Italia sta al 18%, sotto la Spagna (22%), la Germania (28%), i Paesi Bassi (30%) e la Francia (37%).
Quei numeri però sono autovalutazioni. I Paesi con quote alte sono spesso i più digitalizzati, mentre un valore basso può nascondere una minore consapevolezza del problema. Anche il dato italiano potrebbe quindi sottostimare il problema.
Chi rischia di più? I giovani tra 25 e 39 anni: il 30% racconta di essere caduto in almeno una frode, contro il 19% degli over 55. Il confronto va letto con cautela, perché tra gli over 55 il 13% non usa email né messaggistica istantanea, e tra chi le usa la quota si avvicina a quella dei più giovani.
Tra le vittime europee, la truffa più comune parte da un acquisto: il 35% ha incontrato un finto venditore. Seguono chi si finge un familiare in difficoltà (25%), un contatto di lavoro (24%) e un addetto di banca (22%). Le proposte di investimento false toccano il 20%, le relazioni sentimentali inventate l’11%, i finti poliziotti il 10%.
Il dato dice una cosa pratica: le tecniche che funzionano sfruttano la fiducia, non la tecnologia. Un messaggio che invoca urgenza e chiede di spostare denaro va verificato per un’altra strada, per esempio richiamando il numero ufficiale della banca o del parente.
Se hai meno di quarant’anni, fai parte del gruppo più esposto: nelle prossime settimane conviene controllare i limiti sui bonifici istantanei e attivare le notifiche per ogni movimento sul conto.
Dati della Fabi e dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, riportati da Money.it il 3 ottobre 2026.