Il governo italiano punta a ridurre le bollette di famiglie e imprese con un tetto al prezzo del gas. A stimare un calo del 10% è Gilberto Pichetto Fratin, titolare del dicastero dell’Ambiente e dell’energia. La cifra arriva da lui, non da un calcolo indipendente.
Lo ha detto in un’intervista al Messaggero, pubblicata domenica 18 ottobre 2026 e ripresa da Adnkronos. Il ministro la presenta come un passo importante, e il timbro politico, dice, è già stato messo dai leader riuniti in Consiglio, compresa la presidente Giorgia Meloni.
Il punto aperto è il livello del tetto. Con la Commissione europea, spiega Pichetto Fratin, l’ultima fase tecnica riguarda proprio quel numero, che non è ancora definito con precisione. Pesano due elementi. Da una parte ci sono i conti che dipendono dall’inflazione, dall’altra le quotazioni del gas, molto instabili. Il punto di riferimento resta intorno ai 60 euro, senza altre indicazioni sull’unità di misura.
Per capire cosa cambia, conviene distinguere i contratti. Secondo il ministro, metà delle famiglie italiane ha scelto un contratto a prezzo fisso e finora i rincari non l’hanno toccata. Per loro l’effetto sarà quindi limitato. I benefici, dice, arriveranno soprattutto a chi ha un contratto variabile, cioè quello in cui il prezzo segue l’andamento del mercato, e alle imprese.
Il calendario indicato è gennaio. Il meccanismo dovrebbe partire in quel mese, ma la data dipende da due passaggi. Il primo è il lavoro che spetta all’Arera, l’autorità che regola il settore dell’energia. Il secondo è la risposta di Bruxelles alla notifica del governo italiano. Il ministro dà valore al fatto che la Commissione, nel suo comunicato, prometta una risposta veloce.
C’è poi un capitolo separato, quello dei 14 miliardi di euro legati alla flessibilità concessa dall’Unione europea. Secondo Pichetto Fratin, queste risorse si aggiungeranno al tetto per portare altri benefici. Il governo ha già mandato al Parlamento un elenco di investimenti di tipo green. Riguardano l’efficientamento di ferrovie, edifici e scuole, impianti di condizionamento inclusi.
Per le imprese che consumano molta energia, il ministro sta valutando un secondo intervento, che chiama “Energy release bis”. Sul punto c’è solo una valutazione in corso, senza dettagli su importi o tempi.
Una lettura prudente aiuta. Il 10% è una stima del ministro e dipende da un tetto di cui il valore finale non è stato fissato. Anche i tempi sono condizionati: gennaio resta l’obiettivo, non una data certa.
Per chi ha un contratto variabile, il passaggio da seguire è la decisione finale sul livello del tetto. Chi ha il prezzo fisso, invece, non dovrebbe aspettarsi uno sconto vistoso in bolletta.
Secondo Adnkronos, che il 18 ottobre 2026 ha riportato l’intervista del ministro Pichetto Fratin al Messaggero.