La manovra per il 2027 destina 1,2 miliardi di euro agli impianti solari di potenza non superiore a 1 MW. Il contributo non va restituito e arriva a coprire il 40% dei costi ammissibili. Lo ricostruisce Money.it, che ne segnala subito il limite: per ora la misura esiste solo sulla carta.

Il bonus non è operativo. Serve un decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da scrivere insieme al MEF entro 120 giorni dall’entrata in vigore della manovra. Solo quel testo fisserà i criteri di selezione, i controlli sulle spese, oltre ai requisiti di accesso al contributo.

La platea è più stretta di quanto suggerisca la parola bonus. L’impianto deve avere una potenza compresa tra 20 kW e 1 MW e deve vendere energia alla rete, quindi chi lo installa agisce da produttore. Chi monta i pannelli per ridurre la propria bolletta resta fuori. Per lui valgono ancora la detrazione e l’autoconsumo, perché sotto i 20 kW il meccanismo FER X non si applica.

Il contributo non è una detrazione Irpef. Con i bonus edilizi, confermati per il 2027 alle aliquote del 2026, chi installa pannelli sull’abitazione principale recupera il 50% e sulla seconda casa il 36%, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare. Il rimborso arriva in dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi. Il nuovo incentivo funziona al contrario: il GSE paga con bonifico sul conto, dopo la rendicontazione dei lavori e l’entrata in esercizio dell’impianto.

Il tetto di spesa non dipende dall’immobile. I parametri del FER X stimano un costo medio di 900 euro per ogni kW installato, e il 40% di quella cifra porta a circa 360 euro al kW di contributo massimo. I massimali veri arriveranno con il decreto, quindi il conto resta indicativo.

Anche i tempi contano. Secondo Money.it lo stanziamento dovrebbe dividersi in 800 milioni per il 2028 e 200 milioni per ciascuno dei due anni successivi, e i fondi si sbloccano appunto dal 2028. Il fondo ha poi un tetto fisico: finanzia impianti fino a 3 gigawatt di potenza complessiva, poi si chiude.

Chi riceve il contributo accede anche al FER X, e il GSE paga l’energia immessa in rete per vent’anni. Per gli impianti fino ai 200 kW il GSE ritira tutta l’energia e la paga con una tariffa omnicomprensiva. Tra i 200 kW e il megawatt il produttore vende sul mercato e il GSE interviene con un conguaglio: integra se il prezzo è basso, mentre se il prezzo sale il produttore restituisce la quota eccedente.

Per chi pensa a un impianto sotto il megawatt, il dato da aspettare è il decreto attuativo. Solo lì si capirà come presentare domanda e con quali massimali.

Secondo Money.it, che ha pubblicato la guida al bonus fotovoltaico della Legge di Bilancio 2027 mercoledì 4 novembre 2026.