Technoprobe è a un passo dall’ingresso nel Ftse Mib, il paniere delle principali società quotate a Piazza Affari. Il titolo ha guadagnato il 370% nell’ultimo anno e la capitalizzazione di mercato è arrivata a circa 20 miliardi di euro, una soglia che collocherebbe l’azienda lombarda tra le 40 quotate italiane con il valore più alto in Borsa. La conferma ufficiale è attesa a settembre, quando il comitato tecnico di FTSE Russell pubblicherà la revisione periodica dell’indice.
L’ingresso non è solo un riconoscimento simbolico. I fondi indicizzati che replicano il paniere sono tenuti ad acquistare il titolo in proporzione al suo peso: un flusso di acquisti automatico che di norma sostiene il prezzo nelle settimane successive al ribilanciamento. Il 3 giugno, nell’ultima revisione trimestrale, il comitato aveva lasciato invariata la composizione del listino ma aveva comunque indicato quattro possibili sostituti: Technoprobe, Reply, Interpump e Banca Generali. Secondo quanto anticipato da La Repubblica, sarà proprio la prima a prendere il posto libero.
Technoprobe produce probe card, le interfacce elettromeccaniche che verificano il funzionamento di un chip prima che lasci la fabbrica, quando ancora si trova sul wafer o è già stato separato dal resto della piastra. Nessun produttore può saltare questo passaggio: un difetto non intercettato costa molto più caro di un test in più. La domanda di questi dispositivi è salita insieme alla produzione di semiconduttori destinati ai data center dell’intelligenza artificiale.
I conti del secondo trimestre hanno superato le attese per l’ennesima volta, secondo gli analisti di Equita, che hanno alzato sia la guidance 2026 sia le stime sul biennio successivo. La Sim prevede un Ebitda in crescita del 12% nel 2027 e del 6% nel 2028, trainato dall’intelligenza artificiale. Il 38% del fatturato Technoprobe nel 2025 arrivava già dal business legato all’IA. Nel primo semestre 2026 quella quota ha superato il 50%: oggi più della metà dei ricavi dell’azienda dipende dalla domanda generata dall’IA.
Tra i clienti di Technoprobe figurano TSMC, il colosso taiwanese dei chip su commessa, e Intel, oltre a Samsung, Apple, Qualcomm e AMD. Equita segnala però un possibile rallentamento nel quarto trimestre, legato al completamento dei programmi con i clienti principali, con una ripartenza degli ordini prevista per l’inizio del 2027. È una previsione che arriva dagli stessi analisti che finora hanno costantemente alzato le stime sulla società: un dettaglio utile per pesare quanto sia solido l’ottimismo attuale sul titolo.
Cristiano Crippa e Roberto Crippa guidano oggi l’azienda: il primo come presidente, il secondo come vicepresidente. Sono i figli del fondatore Giuseppe Crippa, scomparso lo scorso anno a 90 anni: era diventato miliardario a 87. Entrambi hanno un patrimonio stimato da Forbes in 2,6 miliardi di dollari a testa, mentre l’amministratore delegato dal 2017 è il nipote Stefano Felici.
Per chi segue il titolo in Borsa, il primo banco di prova concreto arriva già nel quarto trimestre: se il rallentamento segnalato da Equita si materializza, si capirà se la fiducia degli investitori regge anche quando i numeri smettono di crescere a doppia cifra.
Notizia riportata da Forbes.it il 13 agosto 2026, che cita a sua volta l’anticipazione di La Repubblica sull’ingresso di Technoprobe nel Ftse Mib.