Il Consiglio dei ministri ha aggiunto più di 105 milioni di euro al credito d’imposta sul gasolio per le imprese di autotrasporto. Il fondo complessivo sale così a 126,4 milioni. La decisione, presa giovedì 22 ottobre, arriva mentre in diverse regioni del Sud i camion sono fermi per protesta contro il costo del carburante.

Il conto si ricostruisce in tre pezzi. Ci sono 45,2 milioni nuovi per le spese sostenute tra marzo e agosto 2026, a cui vanno aggiunti i 21,2 milioni stanziati in precedenza con il decreto sul bollo. Altri 60 milioni coprono i costi dal 1° settembre al 5 ottobre. Secondo AGI, che ha raccontato il provvedimento, la somma dei tre importi dà appunto i 126,4 milioni.

Il secondo intervento riguarda la liquidità. Le imprese potranno fermare le rate di leasing sui mezzi che scadono da novembre 2026 a marzo 2027. Lo stop vale sino alla fine di marzo 2027. Per un padroncino con un solo mezzo finanziato, significa cinque mesi senza rata proprio mentre il gasolio pesa di più sui conti.

Il vicepremier Matteo Salvini, che guida il dicastero dei Trasporti, ha spiegato a chi è rivolto il decreto. I grandi operatori, a suo dire, sono soddisfatti dei fondi già sbloccati, che tra caro gasolio e rinnovo dei mezzi arrivano a circa un miliardo. Restavano fuori i piccoli, che gestiscono tre, quattro o due camion di classe Euro 3 o Euro 4, esclusi dai contributi europei per via dei motori datati. Per loro il governo prevede anche che il rincaro del carburante venga ripartito con i committenti, non solo sulle spalle di chi guida.

Sui tempi dei rimborsi, Salvini ha detto che le pratiche sono in lavorazione. Le richieste presentate sono oltre 32.000, su una platea di 99.000 imprese del settore. In pratica una su tre circa ha già fatto domanda, e i primi importi dovrebbero essere accreditati entro pochi giorni. La data precisa non è stata indicata.

Il governo non ha comunicato quanto valga il credito per singolo mezzo, né con quale criterio verranno divise le risorse se le domande superassero il fondo. Sono i due dati che decidono se 126,4 milioni bastano a ridurre il rincaro per davvero, oppure se restano un anticipo parziale per chi ha già presentato richiesta.

Sul fronte della protesta, il ministro ha parlato di strade liberate in quasi tutto il Sud. Cita Puglia, Sicilia, Molise e Basilicata, con situazioni quasi risolte anche in Calabria e Campania. Restano interruzioni in alcuni punti, dove secondo gli stessi camionisti ci sono state minacce, aggressioni e gomme tagliate. Salvini ha definito quei casi un tema di criminalità, non più di categoria, e ha annunciato l’intervento delle forze dell’ordine.

Anche Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha usato parole simili. A suo giudizio, un gruppo ristretto tiene ancora chiuse le strade e prende di mira i colleghi che vogliono lavorare; per questo parla di intimidazione e non di manifestazione. Ha poi dato merito alle sigle di categoria che hanno preferito il dialogo e revocato i fermi, giudicando la loro scelta un atto di responsabilità.

Il quadro politico è dunque duplice: soldi per chi ha aderito al confronto, linea dura per chi continua i blocchi. Chi guida un camion in proprio dovrebbe controllare con il commercialista se le spese di gasolio dal 1° marzo al 5 ottobre rientrano nella domanda, e verificare con la società di leasing le condizioni della sospensione. Il prossimo segnale da seguire sono i primi pagamenti annunciati per i prossimi giorni.

Secondo AGI, che ha riportato le misure approvate dal Consiglio dei ministri giovedì 22 ottobre 2026.