Lo spread tra Btp e Bund decennali si è aperto sui 79,8 punti base nella seduta di giovedì 20 agosto, secondo i dati riportati da QuiFinanza, in lieve calo rispetto agli 80 punti base della chiusura di mercoledì. Il decennale italiano rende il 4,04%, mentre quello tedesco sale al 3,3%: è soprattutto questo secondo movimento, più che un miglioramento della posizione italiana, a spiegare la contrazione del differenziale.

Il rendimento italiano arriva dopo settimane più mosse: a inizio settimana il decennale aveva toccato il 4,08%, un livello sceso di quattro centesimi in tre sedute. Lo spread, va ricordato, non misura un valore assoluto ma la distanza tra due rendimenti, quindi quando il Bund sale più del Btp, come oggi, il differenziale si restringe anche senza che l’Italia migliori davvero il proprio profilo di rischio.

Per chi ha già Btp in portafoglio, la cedola fissata all’emissione non cambia in base allo spread di giornata. A muoversi è semmai il prezzo di mercato del titolo: quando i rendimenti scendono, i Btp con cedole relativamente più alte tendono a valere di più, e viceversa quando i rendimenti risalgono. Chi porta il titolo fino al 2036, la scadenza del decennale di riferimento, non deve preoccuparsi di queste oscillazioni; chi pensa di venderlo prima, invece, sì.

Per chi valuta un nuovo acquisto, il numero da guardare non è lo spread ma il rendimento assoluto: un decennale che oggi paga il 4,04% dà un’indicazione diretta di quanto costa allo Stato italiano finanziarsi a dieci anni. Prima di comprare conviene valutare insieme quattro elementi: la durata residua del titolo, il rendimento effettivo al netto del prezzo pagato, il prezzo di acquisto sul mercato secondario e la reale possibilità di tenere il Btp fino a scadenza senza doverlo liquidare in anticipo.

Il confronto con gli altri grandi emittenti dell’area euro racconta la stessa dinamica. In Francia il decennale rende il 4,11%, un livello superiore al 3,25% del titolo tedesco: la differenza, lo spread Oat-Bund, vale oggi 85 punti base. In Spagna il divario è ancora più stretto: lo spread Bono-Bund vale oggi 44 punti base, con il decennale spagnolo che rende il 3,69% a fronte del 3,25% tedesco, il premio più basso tra i tre grandi paesi del sud Europa.

Il dato interessante riguarda proprio il derby tra Roma e Parigi. L’Italia, tradizionalmente considerata l’emittente meno solido tra i due, oggi paga un rendimento inferiore a quello francese: la percezione del mercato non coincide più con la classificazione storica del rischio sovrano tra i due paesi.

Per chi ha già Btp in portafoglio, l’oscillazione di oggi non è un motivo per vendere: il livello resta in linea con quello delle ultime sedute. Chi invece ha liquidità pronta da impiegare può valutare il rendimento del 4,04% nelle prossime settimane, tenendo d’occhio se il vantaggio sulla Francia si conferma o resta un episodio isolato.

Dati e cifre riportati da QuiFinanza, in un articolo di Mauro Di Gregorio pubblicato giovedì 20 agosto 2026.