SpaceX ha chiuso il terzo trimestre con 14,6 miliardi di dollari di ricavi, ma solo il 12% arriva dai razzi. Lo scrive Money.it, che ha letto i conti appena pubblicati dalla società. Il mestiere che le ha dato il nome è oggi la voce più piccola, e per chi compra il titolo pensando allo spazio la scommessa cambia.

La fetta più grossa, circa il 52%, spetta alla divisione Super Intelligence. Dentro ci sono il modello linguistico Grok, i software di Cursor per chi scrive codice (società rilevata dal gruppo) e l’affitto di potenza di calcolo ad altri sviluppatori di AI. Starlink vale il 36% con gli abbonamenti a internet satellitare, la fonte di incasso più prevedibile.

I numeri della redditività vanno letti con calma. Il margine operativo sta intorno al 19% dei ricavi, aiutato da Starlink, che sembra aver chiuso la stagione in cui assorbiva capitali in quantità. L’utile netto è di 4,4 miliardi, circa il 30% dei ricavi. Include però plusvalenze, benefici fiscali e proventi della gestione finanziaria, tutte voci estranee al mestiere di base.

Il trimestre è andato meglio delle attese. Gli analisti stimavano circa 13 miliardi di ricavi, e dopo la chiusura di Borsa il titolo è salito di circa l’8%.

Il dato che pesa di più è il capex, cioè gli investimenti in impianti e infrastrutture. Nel trimestre ha toccato circa 19,6 miliardi di dollari, più dei ricavi stessi: circa 134 dollari spesi ogni 100 incassati. Il denaro va a razzi, nuovi satelliti Starlink, server GPU e data center per l’intelligenza artificiale.

Dall’inizio dell’anno la cassa generata dall’attività operativa arriva a 13 miliardi, contro 48 miliardi spesi in infrastrutture. Restano scoperti circa 35 miliardi. L’immagine dell’azienda spaziale prudente con la liquidità non regge.

Secondo Money.it, SpaceX consuma liquidità come gran parte dei colossi dell’AI, che investono per prime e incassano dopo, se tutto va bene. Chi vedeva nello spazio un riparo da questa logica deve rifare i calcoli. Il rischio del gruppo somiglia ormai a Meta o ad Alphabet e, come loro, risente dei tassi e del ciclo di spesa in tecnologia.

Se un giorno SpaceX entrasse negli indici dell’aerospazio o negli ETF tematici sullo spazio, gli acquirenti si ritroverebbero con tanta AI e con la connettività dei satelliti. Chi ha già un fondo impostato sulla tesi spaziale dovrebbe ricontrollarla.

Nella conference call Elon Musk si è detto favorevole a una fusione con Tesla, precisando che nulla è deciso. Le due società hanno affidato lo studio a comitati di consiglieri indipendenti. Con un’operazione del genere, incasellare il gruppo tra le categorie tradizionali sarebbe ancora più difficile.

Gli investitori istituzionali conoscono probabilmente questa composizione da molto. A dover aggiornare le convinzioni è soprattutto il risparmiatore medio. Apri il portafoglio e misura quanta parte della tua scommessa riguarda davvero lo spazio e quanta l’intelligenza artificiale.

Secondo Money.it, che ha analizzato i conti del terzo trimestre di SpaceX nell’articolo del 3 novembre 2026.