Capital Economics prevede che l’indice S&P 500 chiuda il 2027 a 6.500 punti, il 18,6% sotto il livello toccato martedì 20 ottobre. In quella seduta il listino americano aveva guadagnato lo 0,23% e si era fermato a 7.712,57 punti. La stima porta la firma di James Reilly, il senior market economist della società, ed è stata resa nota in una nota ripresa da CNBC e raccontata da Money.it mercoledì 21 ottobre.
Il motivo, secondo Reilly, è la bolla dell’intelligenza artificiale. Capital Economics ritiene che i prezzi incorporino già i benefici della tecnologia, e li abbiano incorporati con troppo anticipo. L’economista non nega il valore dell’AI: la definisce una tecnologia rivoluzionaria, ma pensa che i prezzi di Borsa siano andati oltre.
Il quadro attuale resta positivo. Da gennaio l’S&P 500 sale del 12,67%, e il 2026 si avvia a chiudere in rialzo. Nella scorsa settimana, però, i titoli tecnologici hanno subito vendite pesanti e l’indice ha perso circa il 2%. Il calo previsto per il 2027 arriverebbe quindi dopo un anno ancora in positivo.
La parte più interessante riguarda le obbligazioni. Reilly stima che il rendimento dei Treasury americani a dieci anni arrivi a 4,25% a dicembre 2027, mentre oggi è al 5,12%. Il meccanismo è questo: quando i rendimenti calano, i prezzi dei titoli salgono, e chi li ha in portafoglio guadagna in conto capitale.
Perché i Treasury dovrebbero rafforzarsi? Capital Economics indica tre passaggi. Lo scoppio della bolla rallenta la crescita dell’economia statunitense. Di conseguenza il Tesoro emette meno debito. Infine chi cerca protezione dai ribassi azionari compra titoli di Stato americani, che fanno da bene rifugio. Secondo questa lettura, l’avversione al rischio premierebbe il reddito fisso a scapito dell’azionario Usa, legato da anni alle sorti dei grandi titoli tech.
Non tutti la pensano così. Altri analisti, tra cui quelli di banche Usa di primo piano, giudicano eccessive le recenti vendite sui titoli tecnologici e dicono che la spinta al ribasso si sta esaurendo. Wells Fargo ha un indicatore sull’umore del mercato che di recente ha dato un segnale d’acquisto, e in passato a quel segnale sono seguiti mesi di rialzi per le azioni.
Anche la divisione ricerca di Goldman Sachs osserva che gli hedge fund hanno ceduto titoli tecnologici a un ritmo record. Questo, però, potrebbe voler dire che la parte più intensa delle vendite è già alle spalle.
Va letta con cautela anche la previsione stessa. È la stima di una sola società, riferita a un orizzonte di oltre un anno, e dipende da un evento (lo scoppio della bolla AI) che nessuno può datare. Capital Economics ha un obiettivo preciso sull’indice, ma la sua tesi regge solo se la crescita americana frena davvero.
Per chi ha un portafoglio costruito in gran parte su azioni americane, la previsione è un invito a controllare quanto pesano i grandi titoli tecnologici. Il prossimo passaggio da seguire è il rendimento dei Treasury decennali: se si avvicina al 4,25% prima del 2027, lo scenario di Reilly comincia a prendere forma.
Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato mercoledì 21 ottobre 2026, che riprende la nota di Capital Economics citata da CNBC.