Gli sciatori che nelle tre stagioni tra il 2022 e il 2025 hanno comprato uno skipass di valle sulle Dolomiti potranno chiedere un rimborso. A metterlo sul piatto è Dolomiti Superski, il consorzio che riunisce dodici comprensori sciistici tra Veneto e Alto Adige. Il piano vale 30 milioni di euro ed è stato concordato con l’Antitrust, l’autorità che vigila sulla concorrenza nei mercati italiani. Lo riporta Repubblica.it in un articolo pubblicato l’8 agosto.
L’iniziativa chiude un’istruttoria aperta nel 2025: l’Antitrust aveva ipotizzato un comportamento contrario alla concorrenza nella vendita degli accessi agli impianti da parte del Federconsorzio e delle dodici realtà di valle a esso collegate. Gli operatori hanno proposto una serie di impegni per evitare sanzioni. La restituzione ai clienti fa parte di quel pacchetto e non implica un’ammissione di colpa.
Possono presentare richiesta tutti gli sciatori, italiani e stranieri, senza distinzioni di residenza. Vale per chi ha acquistato un accesso valido da un giorno fino a un massimo di 31 giornate consecutive, spendibile in una sola tra le dodici aree coinvolte: da Cortina d’Ampezzo ad Alta Badia, passando per Val Gardena e Arabba-Marmolada. Restano fuori gli abbonamenti stagionali. Escluso anche il pass unico che apre le porte a tutti i comprensori insieme.
Chi opta per il rimborso diretto incassa il 20% di quanto speso, accreditato sul proprio conto corrente. Chi preferisce il buono ottiene il 30%, da usare per nuovi ingressi invernali nella stagione o nell’area sciistica che sceglie al momento della richiesta, anche diversa da quella originaria. Un conto semplice aiuta a capire la differenza: con una spesa di 600 euro, il ritorno in contanti tocca i 120 euro, il voucher sale a 180. I due benefici non sono cumulabili: per ogni acquisto va scelto uno dei due.
Per chi è già registrato nel database di Dolomiti Superski il controllo scatta in automatico. Gli altri dovranno dimostrare l’acquisto con una prova di pagamento, come l’estratto della carta o del conto, quando lo skipass non risulta già a sistema. Se la prova esiste ma non indica quale tipo di skipass sia stato comprato, resta solo la strada del voucher. L’importo viene calcolato in proporzione al peso degli accessi di valle sulle vendite totali di quel comprensorio. Un esempio: chi dimostra una spesa di mille euro in un’area dove quegli accessi valgono il 66% del venduto ottiene un buono calcolato su 660 euro, quindi 198 euro.
Le domande arriveranno attraverso una sezione dedicata del portale, che dovrà aprire entro il 15 ottobre del 2026. Resteranno aperte per le tre stagioni successive, senza una scadenza fissa dentro quella finestra, fino a quando ci sarà capienza nel fondo. Dei 30 milioni stanziati, 12 sono riservati ai rimborsi in contanti e ripartiti in casse separate per ciascun consorzio. I restanti 18 finanziano i voucher, in tre tranche da 6 milioni distribuite su altrettanti inverni futuri. Non conta solo l’orario di invio della domanda: la precedenza segue l’ordine con cui le pratiche vengono verificate e chiuse dal sistema, quindi presentarla presto non basta.
Dolomiti Superski ha confermato pure altre agevolazioni, per un valore stimato sopra i 20 milioni di euro, garantite per i prossimi cinque inverni. Lo sconto per i più giovani resta al 30%, ma la fascia d’età ammessa sale dai 16 ai 18 anni. Le famiglie numerose avranno gratis l’accesso del terzo figlio junior. Chi porta la tessera Fisi mantiene una riduzione del 50% nelle giornate riservate agli agonisti, più uno sconto di 40 euro sull’abbonamento pluristagionale.
Chi ha sciato in Dolomiti nelle stagioni indicate e non ha ancora un profilo sul portale dovrebbe crearlo già in autunno. A contare non è tanto la rapidità con cui si invia la domanda, quanto l’ordine in cui viene istruita e chiusa: registrarsi presto riduce comunque il rischio di trovare il fondo del proprio consorzio già esaurito.
Secondo quanto ricostruito da Aldo Fontanarosa su Repubblica.it, in un articolo pubblicato l’8 agosto 2026.