E-Distribuzione ha messo a punto un piano da 1,8 miliardi di euro per la rete elettrica siciliana, quasi l’80% in più rispetto al piano precedente. La cifra racconta quanto l’isola fatichi a reggere il ritmo della transizione energetica.
I dati della società relativi al 2025 toccano decine di cabine primarie sparse tra la costa e l’entroterra: si va dalle zone di Ragusa, Vittoria, Augusta e Priolo fino al Trapanese, per poi risalire verso l’Ennese, il Calatino, l’Agrigentino, Gela e l’area di Partinico. In molte di queste cabine il flusso di energia si è invertito per più del 5% delle ore dell’anno. Non vuol dire che quei nodi siano già al limite della capacità, ma segnala un cambiamento profondo nel modo in cui la rete funziona ogni giorno.
Nelle settimane più calde dell’estate, diverse zone dell’isola hanno vissuto blackout che raccontano la stessa pressione da un’altra angolazione. Le cause dirette sono legate al caldo, ai consumi più alti e allo stress su cavi e componenti, non direttamente alle rinnovabili. Il problema di fondo però è comune: un’infrastruttura a media e bassa tensione costruita per portare energia dai grandi impianti agli utenti finali, oggi chiamata anche a fare il percorso opposto nelle ore di massima produzione solare ed eolica.
Il piano da 1,8 miliardi arriva mentre crescono in parallelo tre fenomeni: i nuovi impianti che si allacciano alla rete, le richieste di capacità aggiuntiva, e i carichi legati all’elettrificazione, dalla mobilità ai nuovi stabilimenti industriali. La rete siciliana deve ormai gestire migliaia di piccoli produttori oltre che di consumatori, e spostare l’energia in entrambe le direzioni a seconda dell’ora del giorno.
Anche la Regione considera il problema strutturale. A marzo l’assessorato regionale all’Energia ha stanziato 80 milioni di euro di fondi Fesr per costruire e potenziare reti e smart grid, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le difficoltà del sistema elettrico e allargare lo spazio per le fonti rinnovabili. Alla guida del dipartimento regionale Energia c’è Carmelo Frittitta, che sta ancora lavorando alla graduatoria del bando: la pubblicazione è attesa a settembre, anche se la data non è ufficiale.
Buona parte degli interventi compare già nel documento di E-Distribuzione intitolato Piano di sviluppo 2025, che elenca cabine primarie da costruire, tratti di rete a media e bassa tensione da stendere, trasformatori da sostituire o potenziare, un maggiore collegamento a maglia tra le linee e cabine secondarie da rendere digitali. Un caso concreto è San Cipirello, dove è prevista una nuova cabina primaria pensata apposta per accogliere più energia rinnovabile. Interventi simili riguardano anche Oreto e Acreide. Lo stesso documento segnala però che alcuni cantieri sono ancora aperti, in ritardo o rimandati: la distanza tra quanto scritto sulla carta e quanto realizzato resta un punto da monitorare.
Per chi vive o investe in Sicilia, il segnale pratico riguarda i tempi di allaccio dei nuovi impianti fotovoltaici ed eolici. Finché la rete resta sotto pressione, le nuove richieste di connessione rischiano tempi più lunghi, e la pubblicazione della graduatoria Fesr a settembre sarà il primo indizio concreto sulla velocità con cui la Regione riuscirà a sbloccare i cantieri.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore il 25 agosto 2026, i dati sull’inversione dei flussi e sul piano da 1,8 miliardi di E-Distribuzione emergono dal documento Piano di sviluppo 2025 firmato dalla società.