Quando i venditori hanno fissato il prezzo dell’operazione, la matricola cinese dell’ultra fast fashion valeva sui mercati tra 26,3 e 26,5 miliardi di dollari: meno di un terzo del picco raggiunto con una raccolta riservata a investitori privati datata aprile 2022, quando il gruppo toccava una valutazione vicina ai 100 miliardi di dollari, e sotto anche la valutazione di 64-66 miliardi ottenuta l’anno successivo, nel 2023, con un altro collocamento privato. Il calo rispetto al picco storico sfiora il 73%. Nemmeno la stima più recente circolata alla vigilia, che indicava un tetto vicino ai 27 miliardi di dollari, si è avverata.
Il titolo ha cominciato a trattare martedì primo settembre sul listino di Hong Kong allo stesso prezzo fissato in collocamento, 48,56 dollari locali per azione, circa 6,24 dollari americani, ossia 5,3 euro secondo il cambio del giorno. Nelle prime ore le contrattazioni lo hanno spinto giù fino al 10%; la seduta del mattino si è poi chiusa con perdite più contenute, tra l’8 e l’8,6%.
Per finanziare l’operazione l’azienda ha collocato 280 milioni di azioni in una forchetta che andava da 47,60 a 49,50, sempre in dollari di Hong Kong, portando nelle casse del gruppo circa 13,6 miliardi nella stessa valuta. La quotazione arriva al termine di un percorso di quattro anni, dopo i tentativi fermati dalle autorità cinesi di sbarcare prima a New York e poi a Londra.
Tra i soci di lunga data del gruppo compaiono i fondi Boyu Capital e Tiger Global, insieme a General Atlantic e al colosso tecnologico Microsoft, che complessivamente si sono impegnati per 383 milioni di dollari circa. Le adesioni raccolte alla vigilia raccontano una domanda piuttosto tiepida: la quota assegnata agli investitori istituzionali ha raccolto ordini per 2,6 volte l’offerta, quella riservata al pubblico retail per 5,6 volte, livelli che gli analisti giudicano bassi se paragonati ad altre matricole cinesi sbarcate di recente sulle piazze asiatiche.
Il gruppo destinerà circa l’80% dei capitali raccolti al rafforzamento della tecnologia e alla crescita internazionale del marchio. Ad alcuni dei soci entrati nei round privati più recenti, le serie D+, D e pre-D, il gruppo verserà in contanti un massimo di 3,5 miliardi di dollari, a cui si aggiungono azioni gratuite per circa 19,6 milioni di titoli, come compensazione per essere approdati in Borsa a una valutazione più bassa di quella sottoscritta all’epoca.
Il fondatore e amministratore delegato Sky Xu è rimasto in silenzio durante la cerimonia di apertura, senza rispondere alle domande di Reuters. È stata invece la direttrice finanziaria Leigh Gui a rispondere ai giornalisti dell’agenzia, promettendo continuità nell’innovazione e nella collaborazione con i fornitori del gruppo.
Diversi fattori strutturali spiegano la freddezza del mercato: il rallentamento dei ricavi, il peso crescente dei dazi imposti da Stati Uniti ed Europa e una pressione regolatoria che non accenna a diminuire. Dal primo luglio 2026, chi spedisce nell’Unione Europea un collo sotto i 150 euro di valore paga una tariffa doganale fissa di 3 euro. A questo si sommano sanzioni per pubblicità ingannevole già incassate tra Italia e Francia e un’indagine avviata dalla Commissione europea.
Nel 2025 il fatturato ha raggiunto 41,8 miliardi di dollari, contro i 32,1 miliardi segnati nel 2023, ma il ritmo di crescita si è quasi spento: +21% nel 2024, +8% nel 2025, appena +1% nei primi tre mesi del 2026. È soprattutto il mercato americano a pesare sul rallentamento: un calo del 3% nel 2025, seguito da un altro del 14% nei primi tre mesi del 2026. Il peso degli Stati Uniti sul fatturato complessivo era quasi il 30% del totale nel 2023; nel trimestre più recente è sceso al 22,5%, anche per la fine, a maggio 2025, dell’esenzione doganale su spedizioni di importo fino a 800 dollari. Anche il mercato europeo, che genera circa un terzo delle vendite complessive, ha visto la crescita indebolirsi in modo marcato.
Per chi segue il titolo da investitore, il primo vero banco di prova arriva con i risultati del terzo trimestre: solo lì si capirà se il rallentamento della crescita americana ed europea si è fermato o continua a pesare sulla valutazione della società a Hong Kong.
Dati e cronaca del debutto riportati da Pambianco News nell’articolo pubblicato martedì primo settembre 2026.