Il governo ha allungato di dieci giorni lo sconto sulle accise sul gasolio: la riduzione di 17 centesimi al litro, riservata al solo diesel, resta attiva fino al prossimo sabato, cioè il 5 settembre. La proroga arriva con un nuovo decreto-legge sui prezzi petroliferi, che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato in serata durante una visita a Castelrotto, nel Bolzanino, dopo il via libera del testo da parte del Consiglio dei ministri.
La proroga riguarda solo il gasolio, non la benzina. Il governo ha scelto di concentrare le risorse residue sul carburante più usato dal trasporto merci e da una parte consistente del parco auto italiano, lasciando la benzina senza sconti aggiuntivi rispetto alle regole già in vigore.
L’operazione ha un costo stimato in 130 milioni di euro. Sommando tutti gli interventi su benzina e gasolio varati da marzo a oggi, il conto per lo Stato sale a circa 2,5 miliardi di euro.
A coprire la spesa non sono nuove tasse, ma un cambiamento nel modo in cui i grandi gruppi energetici versano le ritenute sugli utili. La norma riguarda le imprese che, nel bilancio dell’esercizio precedente al 2026, hanno fatturato più di 20 miliardi di euro complessivi: a queste società lo Stato riconosce un credito d’imposta che vale quanto le somme anticipate.
Lo sconto oggi combina una riduzione di 14 centesimi sull’accisa con altri 3 centesimi di taglio sull’IVA. È in vigore dal 5 agosto. Da metà marzo il governo ha adottato altri sette provvedimenti sulle accise: alcuni tramite il Consiglio dei ministri, altri con provvedimenti dei singoli dicasteri, mentre i prezzi dell’energia salivano per lo scontro militare tra Stati Uniti, Israele e l’Iran. L’obiettivo dichiarato è frenare il prezzo alla pompa, che nei giorni scorsi ha superato i 2 euro al litro.
L’esecutivo ha già anticipato che punta a una misura più selettiva, indirizzata a chi ha più bisogno di sostegno: la proroga serve soprattutto a guadagnare tempo per definirla. Il tempo in più serve anche a costruire consenso politico sui criteri di reddito da usare, un nodo che nelle tornate precedenti ha rallentato più volte l’attuazione. All’interno della maggioranza, la Lega spinge per aiuti mirati alle categorie professionali più colpite dal caro carburanti.
Il vicepremier Antonio Tajani, che guida anche la Farnesina, ha parlato di un passaggio verso “una scelta strutturale”, chiedendo che “tutti debbano contribuire”, comprese le compagnie petrolifere, pur distinguendo tra un contributo richiesto e una tassa imposta dall’alto. Il Codacons ha bocciato la misura definendola insufficiente per gli automobilisti; il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di uno sconto ormai “impercettibile” rispetto ai rincari, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha attribuito il peso della crisi soprattutto a famiglie e imprese.
Per chi guida un’auto diesel, lo sconto in pompa resta garantito solo per altri dieci giorni. La misura più mirata promessa dal governo potrebbe cambiare platea e importo del sostegno: conviene controllare gli aggiornamenti nelle prossime settimane prima di programmare rifornimenti o lunghi spostamenti.
Dati e dichiarazioni riportati da AGI nell’articolo di Andrea Managò del 26 agosto 2026.