Scott Bessent, che guida il Tesoro degli Stati Uniti, presenta oggi in conferenza stampa il pacchetto di sanzioni contro l’Iran che la Casa Bianca descrive come il più severo mai varato nella storia americana. L’annuncio, riportato da Cryptonomist, arriva dopo settimane di tensione militare solo apparentemente rientrata tra Washington e Teheran. Il prezzo del petrolio ha già reagito con un rialzo del 5%.

Bessent ha detto a CNBC che l’obiettivo è piegare l’economia iraniana attraverso una campagna di isolamento che definisce la più ampia mai coordinata su scala mondiale. Il vicepresidente JD Vance ha rincarato la dose, chiamando la leva economica lo strumento più incisivo a disposizione degli Stati Uniti per evitare un’ulteriore escalation militare.

L’amministrazione Trump pretende inoltre l’adesione globale alla misura. Chiede agli alleati americani di interrompere ogni scambio commerciale con Teheran e minaccia ritorsioni contro chi continuerà a farlo. Il presidente aveva già parlato di un’offensiva economica senza precedenti nella storia recente, promettendo penalità severe contro le nazioni che aiuteranno l’Iran a bypassare le restrizioni.

La replica di Teheran ha mescolato sfida militare e rassicurazione economica. Esmaeil Baqaei, che parla per il dicastero degli Esteri di Teheran, ha bollato l’iniziativa come una forma di guerra economica priva di base legale, sostenendo che equivalga a rivendicare autorità americana su tutti i governi aderenti alle Nazioni Unite.

Toni duri arrivano anche dal fronte militare. Fonti della Guardia rivoluzionaria islamica, citate dai media di Stato iraniani, sostengono che le dichiarazioni della Casa Bianca nascondano un’ammissione di sconfitta sul piano militare, capovolgendo così la narrazione di Washington. Le stesse fonti aggiungono che Teheran può contare su relazioni economiche alternative per assorbire il colpo, mentre Mohammad Baqer Qalibaf, che presiede il Parlamento di Teheran, ha chiesto ai Paesi musulmani di mettere a punto una strategia comune contro le misure.

Non tutti condividono l’ottimismo di Washington sull’efficacia della misura. Helima Croft segue le materie prime per RBC Capital Markets e fa notare che l’Iran è già tra i Paesi più colpiti da sanzioni al mondo. Secondo Croft, Teheran sembra convinta che la propria tenuta duri più a lungo della pazienza di un governo americano intenzionato a chiudere rapidamente la crisi.

Resta intatta anche la capacità iraniana di colpire le petroliere nello Stretto di Hormuz. Il passaggio di navi nello stretto rimane molto ridotto rispetto ai livelli pre-conflitto, e i negoziati per riportare la rotta a pieno regime restano bloccati.

Per chi segue i prezzi dell’energia, il dato da monitorare nei prossimi giorni non è la retorica delle due parti, ma i flussi reali attraverso lo Stretto di Hormuz: un’interruzione anche parziale del passaggio spingerebbe il petrolio ben oltre il rialzo di oggi, con effetti diretti sulla benzina e sulle bollette del gas nelle prossime settimane.

Dati e dichiarazioni riportati da Cryptonomist nell’articolo pubblicato oggi, 24 agosto 2026.