Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato, martedì 11 agosto, la richiesta di un contributo alle banche italiane per finanziare la manovra 2027, riporta Money.it.
Ha proposto un prelievo triennale del 5% l’anno sull’utile aggregato delle dieci maggiori banche italiane per attivi, che secondo le sue stime sfiora i 30 miliardi di euro.
Secondo Il Sole 24 Ore, tra gli istituti coinvolti ci sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bper, Mps e Bpm, individuati in base al criterio degli attivi. Ogni anno il conto sfiora un miliardo e mezzo di euro, che salgono a quattro miliardi e mezzo nell’arco del triennio.
A Piazza Affari, in una seduta di leggero rialzo, i titoli bancari non hanno mostrato reazioni negative. Banca Mediolanum spiccava anzi come uno dei titoli migliori della seduta, mentre altri istituti come Mps, Bpm, Bper, Intesa Sanpaolo e Unicredit restavano quasi piatti.
Il governo non parla più ufficialmente di tassa sugli extraprofitti dall’agosto 2023, quando l’annuncio di un prelievo sul margine di interesse fece crollare in Borsa i titoli bancari italiani. Gli economisti bocciarono subito il termine, assente dal lessico economico-finanziario, e l’esecutivo fece marcia indietro. Le banche ottennero una via d’uscita: potevano accantonare l’equivalente di due volte e mezzo il prelievo in una riserva non distribuibile, opzione che quasi tutti gli istituti scelsero.
L’idea è tornata ogni estate da allora, sempre più ridimensionata.
La manovra di bilancio 2026 ha già introdotto, per banche e assicurazioni, un aumento di due punti dell’aliquota Irap per tre anni. Ha anche rinviato l’utilizzo dei crediti d’imposta differiti delle banche e reso possibile trasformare le riserve accantonate per gli extraprofitti in utili distribuibili, dietro un contributo straordinario. Quest’anno la deducibilità delle perdite pregresse scende al 35%, dal 43% dell’anno prima; nel 2027 arriverà al 42%, dal 54%. Deducibilità degli interessi passivi: sale dal 96% di quest’anno al 99% nel 2029, un punto percentuale in più ogni anno. Un conteggio del Sole 24 Ore quantifica in 10,2 miliardi complessivi di euro, spalmati sui tre anni, il costo di queste misure per le banche: 4,2 miliardi sono già stati versati in anticipo.
Quelle misure riguardano la manovra già approvata. Il governo valuta ora cosa inserire in quella del 2027.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri e a capo di Forza Italia, si oppone da tempo a misure severe contro le banche. Lo scorso anno aveva ribadito che gli extraprofitti non esistono, solo i profitti già tassati, e che le mosse punitive spaventano i mercati. Secondo Tajani, sono proprio quei mercati a premiare da anni la stabilità dei conti pubblici italiani. La premier Giorgia Meloni ha confermato che banche e assicurazioni daranno un contributo anche quest’anno, senza però una tassa sugli extraprofitti.
Chi ha azioni bancarie in portafoglio dovrebbe guardare al negoziato di maggioranza nelle prossime settimane, non alle dichiarazioni estive. Deciderà il testo della manovra 2027, non l’annuncio di agosto.
Dati e dichiarazioni riportati da Money.it (articolo di Laura Naka Antonelli) e da Il Sole 24 Ore, il 12 agosto 2026.