Rwe, colosso energetico di Germania e tra i maggiori operatori italiani di rinnovabili, prevede di investire nel Paese, dal 2026, un miliardo di euro circa, fino al 2031. L’eolico riceverà più di metà della somma. La quota rimanente finanzia batterie per l’accumulo, solare e agrivoltaico, come riporta Il Sole 24 Ore.

Il programma è stato illustrato da Paolo Raia, Country Chair di Rwe Renewables Italia, a margine dell’inaugurazione dell’impianto agrivoltaico di Enna, da 9,5 MWac. Raia lo presenta come un percorso integrato: secondo lui, sviluppare insieme queste tecnologie serve a dare alla rete elettrica italiana più flessibilità e sicurezza.

Il punto di partenza è già consistente. Oggi la società ha in Italia circa 670 MW installati. Sul territorio ci sono tre agrivoltaici, un solo impianto fotovoltaico e 18 parchi eolici onshore. In cantiere si contano altri 200 MW, tra progetti eolici e fotovoltaici. Se tutto entra in funzione, la capacità sale a circa 870 MW. Per toccare il gigawatt dichiarato, restano da aggiungere circa 130 MW.

L’eolico rimane la colonna del portafoglio. Nel portafoglio eolico figura Morcone, con 57 MW. Seguono San Severo (54 MW) e Mondonuovo, che arriva a 53,1 MW. L’ultimo arrivato è Serra Palino, in Puglia, che ha una potenza di 47 MW.

La seconda direttrice è l’agrivoltaico. Rwe afferma di aver realizzato proprio in Italia, prima al mondo, impianti di agrivoltaico avanzato su scala commerciale. Il primato è dichiarato dall’azienda, senza una verifica indipendente. Prima di Enna c’erano due impianti: Acquafredda con 9,3 MWac e Morcone con 9,8 MWac. Altri due impianti sono attesi in esercizio nelle settimane successive al 5 novembre. In Sicilia lavora anche il fotovoltaico di Bosco, indicato dall’azienda con nove MWac.

Dietro questi numeri c’è una struttura di oltre 200 dipendenti, con sedi a Milano e a Roma. Il lavoro copre ogni fase della vita di un impianto. Si parte dalla scelta dei siti e si arriva allo smantellamento o al repowering, passando per sviluppo, cantiere e manutenzione.

Va letto con attenzione cosa manca. La cifra di un miliardo è una previsione dell’azienda (“prevediamo di investire”), non un impegno vincolante. Non risulta quanto toccherà a ciascuna tecnologia oltre il “più di metà” all’eolico, né come i fondi si distribuiscano anno per anno. Senza questa ripartizione è difficile dire quanto pesino batterie e agrivoltaico, le voci più nuove del programma.

Per chi segue il settore, il primo test concreto sono i due impianti agrivoltaici in partenza e i 200 MW in cantiere: se entrano in esercizio senza ritardi, il percorso verso il gigawatt del 2030 diventa misurabile.

Il Sole 24 Ore, articolo del 5 novembre 2026 sul programma di investimenti di Rwe in Italia.