Il 31 luglio 2026 chiude la finestra di pagamento per due platee distinte di contribuenti: chi sta scontando un piano di rottamazione quater aperto nel 2023 e chi affronta il primo appuntamento della rottamazione quinquies, la misura più recente. Mancare questa data non significa solo un ritardo: significa perdere lo sconto già ottenuto e tornare a dover fronteggiare l’importo pieno del debito. Cinque giorni di tolleranza concedono un margine. Non va presa come scusa per rimandare.

La rottamazione quater, nata con la legge 197 del 2022, arriva quest’anno a una delle rate del suo piano pluriennale. Chi versa entro il 31 luglio è in regola; chi paga con qualche giorno di ritardo lo è comunque, fino al 5 agosto 2026, grazie alla proroga automatica prevista dalla norma. Superato quel margine, il pagamento conta come tardivo: le somme già versate diventano un semplice acconto sul debito originario, e l’agente della riscossione può ripartire con le azioni di recupero sull’intero importo residuo.

Per la rottamazione quinquies, introdotta dalla legge 199 del 2025, il 31 luglio ha un peso diverso: è la prima scadenza in assoluto, tanto per chi ha scelto di saldare tutto in una volta quanto per chi paga a rate. Riguarda solo i debiti che l’agente della riscossione ha in carico dal 2000 al 2023, fino al 31 dicembre di quell’anno, e non tutte le tipologie ammesse dalla norma. Rientrano le imposte legate a controlli automatici e formali, una parte dei contributi previdenziali, e le sanzioni per infrazioni al Codice della strada quando contestate da enti pubblici statali. Anche qui la tolleranza è di cinque giorni. Se la prima rata, o la rata unica, non arriva in tempo, il beneficio decade.

Il vantaggio economico delle due misure non è identico. Con la quinquies si estingue il debito pagando solo il capitale e i costi delle procedure di esecuzione e notifica: interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, sanzioni e aggio restano fuori dal conto. Per le multe stradali lo sconto si applica in modo più stretto, limitandosi a interessi e aggio. La quater segue una logica di alleggerimento simile nella sostanza, il che rende la scadenza ancora più delicata. Chi perde il beneficio non torna semplicemente al punto di partenza: spesso si ritrova a dover gestire un debito reso più oneroso dal tempo trascorso.

Secondo quanto riporta QuiFinanza, i versamenti passano dai canali digitali di Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’agenzia mette a disposizione anche un servizio dedicato a chi vuole saldare solo certe cartelle esattoriali o determinati avvisi, tra quelli elencati nella comunicazione ricevuta, senza chiudere l’intero piano in un’unica soluzione. In quel caso il sistema ricalcola da solo il piano, limitandolo alle posizioni scelte: un modo per gestire il debito in modo selettivo invece che tutto insieme.

Chi ha una rata in scadenza dovrebbe verificare l’importo esatto sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione già in questi giorni, senza aspettare il limite del 5 agosto. Un bonifico bloccato da un disguido bancario, o da un conto momentaneamente scoperto, può costare l’intero beneficio della definizione agevolata.

Dati e circostanze riportati da QuiFinanza in un articolo a firma di Giorgio Pirani, pubblicato il 26 luglio 2026.