Ad agosto gli italiani hanno affidato ai gestori più denaro di quanto ne abbiano ritirato: il saldo è di 8,45 miliardi di euro. Lo indica la rilevazione provvisoria di Assogestioni, l’associazione del risparmio gestito, ripresa da Wall Street Italia il 30 settembre. A luglio lo stesso saldo si era fermato a 5,66 miliardi.

Il termine tecnico è raccolta netta, e conviene leggerlo bene. Misura i versamenti dei risparmiatori meno i rimborsi nello stesso mese. Non dice quanto valgano i portafogli e non dice nemmeno quanto abbiano reso.

Sommando i mesi, da gennaio il saldo supera i 25 miliardi. Il dato di agosto pesa quindi per oltre un terzo di quel totale, in un solo mese.

I fondi comuni hanno portato circa 5,5 miliardi. Dentro questo blocco, i fondi aperti (quelli in cui si entra e si esce quando si vuole) hanno raccolto 5,3 miliardi. Per categoria, 1,63 miliardi sono andati agli azionari e 1,59 miliardi ai monetari.

Questi due numeri raccontano scelte diverse. Chi compra azionari accetta le oscillazioni di Borsa. Chi sceglie i monetari parcheggia liquidità e cerca poco rischio. La domanda, ad agosto, è arrivata da entrambi i fronti.

Le gestioni di portafoglio, cioè i mandati affidati a un gestore, hanno chiuso con un saldo positivo di 2,94 miliardi. Il traino sono state le gestioni per clienti istituzionali, con 2,37 miliardi. Il resto dei mandati ha portato poco più di mezzo miliardo.

Poi c’è il patrimonio, che per Assogestioni vale 2.721 miliardi, in euro. Questa cifra è lo stock: il valore di tutto ciò che l’industria ha in gestione alla fine del mese. Cresce quando entra denaro fresco, ma anche quando salgono i prezzi di azioni e obbligazioni nei portafogli.

Per questo i due dati hanno significati separati. Non si possono sommare i due dati né leggere uno al posto dell’altro. Un patrimonio in aumento non prova che i risparmiatori abbiano versato di più. Allo stesso modo, un saldo positivo non è un rendimento: dice dove è andato il denaro, non quanto ha guadagnato.

I numeri sono preliminari e riguardano un solo mese, spesso povero di operazioni per via delle ferie. Assogestioni potrà ritoccarli quando chiuderà la rilevazione definitiva, e il confronto con luglio andrà riletto su quella base.

Chi ha un fondo in portafoglio guardi al rendimento netto e ai costi, non al saldo dell’industria. Il prossimo dato mensile di Assogestioni, quello di settembre, mostrerà se l’accelerazione di agosto regge.

Dati preliminari di Assogestioni, riportati da Wall Street Italia il 30 settembre 2026.