Mercoledì 30 settembre è stata costituita Enp, sigla di European Network for Payments, una nuova entità che deve far dialogare tra loro i principali sistemi di pagamento europei. Tra i partecipanti c’è anche Bancomat. Il progetto si propone di offrire un’alternativa a Visa e Mastercard a partire dal 2027, ma al momento è una struttura appena nata, non un servizio che si possa usare.

Il peso dei due colossi americani spiega l’ambizione. Secondo QuiFinanza, la quota di Visa e Mastercard sui pagamenti con carta è intorno al 90% a livello mondiale, Cina esclusa. Enp punta a ridurre questa dipendenza da circuiti extraeuropei, tema che si inserisce nel dibattito sulla sovranità digitale dell’Europa.

Le dimensioni dichiarate sono considerevoli: 13 Paesi e 130 milioni di utenti circa, per una copertura che supera il 70% della popolazione dell’Unione europea e della Norvegia. I soci fondatori partecipano con quote uguali e decideranno insieme l’evoluzione tecnica dell’infrastruttura. Potranno entrare anche altre soluzioni nazionali.

Oltre a Bancomat, la rete mette insieme Bizum per la Spagna, Sibs-MB Way per il Portogallo e Vipps MobilePay per la Scandinavia. C’è poi il consorzio Epi Company, che gestisce Wero e riunisce grandi banche con Nexi e Worldline.

Sul lato pratico, la fonte è netta: non è prevista una trasformazione strutturale. Ogni soluzione conserva il proprio marchio, le proprie funzioni e la propria esperienza d’uso. Quello che si unifica è il livello tecnico che le collega, costruito su standard europei e su trasferimenti istantanei tra conti. QuiFinanza parla di possibili vantaggi anche sui costi per i clienti, senza indicare né importi né una data.

I tempi sono graduali. L’operatività non parte subito: il primo passo riguarda i pagamenti transfrontalieri tra persone, poi arriveranno quelli online e quelli nei negozi fisici. Non sono state indicate scadenze per ciascuna fase. Il 2027 resta quindi l’orizzonte di partenza, non una data in cui tutto sarà disponibile.

Per Fabrizio Burlando, a capo di Bancomat Spa, l’iniziativa avvicina concretamente l’Europa a pagamenti più integrati e autonomi. Serve a suo dire un modello scalabile, che tenga insieme innovazione, interoperabilità e resilienza, e di un ruolo più forte per banche e infrastrutture europee.

Resta un limite da tenere presente. Il quadro arriva dalla presentazione del progetto, non da risultati misurati: la fonte non dice quanti pagamenti passeranno davvero da Enp né quanto costeranno a esercenti e clienti rispetto a oggi.

Per chi usa Bancomat oggi cambia zero: carta, app e abitudini restano quelle di sempre. Il momento di guardare le novità arriverà quando le banche e i circuiti comunicheranno le date delle prime funzioni attive.

Secondo QuiFinanza, che ha pubblicato la notizia mercoledì 30 settembre 2026.