Il governo lavorerà alla riforma fiscale del 2027 partendo da un impegno già preso: garantire ancora lo sconto sul cuneo fiscale prima di toccare l’Irpef e i bonus collegati. Lo ha reso noto Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, in dichiarazioni riprese da Money.it. A giugno, il viceministro ha parlato a Manduria durante un forum economico ospitato in una masseria, offrendo le prime indicazioni sulla manovra 2027.

Le risorse della prossima manovra serviranno anzitutto a coprire quanto già stanziato sul fronte dei contributi. Solo raggiunto quell’obiettivo l’esecutivo potrà occuparsi di nuovi correttivi su Irpef e su sconti fiscali ulteriori. Una mancata proroga farebbe scendere lo stipendio netto di milioni di dipendenti già dai primi mesi del 2027.

Sul tavolo c’è anche un ritocco della seconda aliquota Irpef: oggi è al 33% solo fino a 50.000 euro di reddito, oltre i quali si passa al 43%. L’ipotesi è di estendere quell’aliquota più bassa fino a 60.000 euro. Per un reddito di 55.000 euro il risparmio annuo si aggirerebbe sui 500 euro; salendo a 60.000 euro o oltre, il beneficio salirebbe fino a 1.000 euro. Il costo stimato dell’intervento sfiora i 3 miliardi di euro. Lo stesso Leo ha indicato una probabilità di copertura che stima in sette casi su dieci.

Quella percentuale arriva dallo stesso viceministro che sostiene la misura, non da una verifica indipendente sui conti pubblici. Il margine di incertezza resta ampio, almeno fino a quando i saldi di finanza pubblica non saranno confermati in autunno: il quadro completo arriverà solo tra fine settembre e inizio ottobre, quando partiranno i lavori sulla manovra.

Sul fronte degli affitti, l’esecutivo guarda ai più giovani. È allo studio un dimezzamento dell’aliquota Iva sugli affitti, che scenderebbe dal 10 al 5%, riservato agli under 36 che lasciano la casa dei genitori. Lo sconto non riguarderebbe però tutte le locazioni: varrebbe solo per i contratti firmati direttamente con imprese di costruzione. Il provvedimento avrebbe una doppia finalità: dare ai ragazzi la possibilità di uscire di casa e, insieme, dare respiro al mercato immobiliare, favorendo l’affitto di alloggi nuovi rimasti sfitti o invenduti.

Resta invece fuori dai piani della manovra l’innalzamento della soglia del regime forfettario, oggi fissata a 85.000 euro di ricavi. La proposta, sostenuta in particolare dalla Lega, punterebbe a portarla a 100.000 euro, ma si scontra con un vincolo europeo sull’Iva. Alzare il tetto permetterebbe di applicare l’aliquota agevolata solo alle imposte dirette, non anche all’esenzione dall’Iva, rendendo il sistema più complicato anziché più semplice. Per questo, secondo Leo, la soglia dovrebbe restare invariata nel 2027.

Chi guadagna tra i 50.000 e i 60.000 euro l’anno dovrà aspettare l’autunno per sapere se lo sconto Irpef diventerà realtà. Le partite IVA vicine al tetto del regime forfettario possono invece già escludere, salvo sorprese, un innalzamento del limite nel prossimo anno.

Secondo quanto riportato da Money.it il 28 luglio 2026, le anticipazioni sulla riforma fiscale 2027 arrivano dalle dichiarazioni di Maurizio Leo, viceministro dell’Economia.